Marsaxlokk, Malta, Cabiria Magni

Dieci cose che ho imparato a/di Malta (winter edition)

Da quando sono mamma ho una sola regola di vita: “la sopravvivenza innanzitutto”. Ora che tutto ruota attorno a questo concetto tanto semplice quanto sconvolgente il mondo mi sorride perché, in generale, ho imparato a fregarmene.
È proprio vero che ci si libera degli orpelli inutili solo in occasione dei grandi cambiamenti; il rischio è che non duri, ma ci si può lavorare.

Anche i viaggi ora seguono questo mio nuovo mantra.
Per le trasferte brevi non programmo più niente e vado dove mi porta il momento, prima invece pianificavo ogni minuto, per ottimizzare. Per i viaggi lunghi è diverso: lì, per ora, sono rimasta la solita secchiona. Ma vi saprò dire dopo gli Stati Uniti.

Tutto questo preambolo esistenziale per dire che ora non vi propinerò il classico “Cosa fare a Malta in quattro giorni”, ma credo proprio che supererete bene questa cosa. Ciò che voglio raccontare, invece, è quello che ho imparato io in quattro giorni, sia sull’isola che su me stessa indipendentemente dall’isola, perché alla fine si torna sempre lì: scopo del viaggiare è anche crescere come persone, no? E tornare un pochino diversi, altrimenti sono solo belle cartoline.

Ecco quindi le mie dieci perle, winter edition.

1 – (In inverno a Malta) E’ impossibile sedersi su un bus

Uno pensa di non trovare nessuno a Malta in inverno, invece no, è pieno di pensionati. Come si fa a non cedere il posto? Noi non siamo riusciti a far finta di niente, col risultato che non abbiamo fatto un viaggio seduti. Va bene così, si sa mai che in futuro si potrà riscuotere il credito (in karma we trust).

2 – (In inverno a Malta – ma tutto l’anno, mi sa) Se si ordina per due, arriva cibo per quattro

lo so, qui avrei dovuto far tesoro della mia esperienza di vita in Puglia con un pugliese, mea culpa. Quando la fame chiama però non c’è esperienza che tenga e si ordina di pancia, in tutti i sensi. Risultato? Essere a tavola in due (e mezzo) e avere piatti sufficienti per sfamare un esercito.
Se potete, quando aprite il menù controllatevi. Almeno voi.

3 – (In inverno a Malta – ma tutto l’anno, mi sa) Il concetto di puntualità dei mezzi è piuttosto elastico

Malta quanto a puntualità dei mezzi non è certo il Giappone o la Svizzera, non dico niente di nuovo. Per noi italiani non è un grosso trauma, viviamo in un Paese che ci prepara a una buona dose di disagio fin da bambini, ma mi sembra doveroso segnalarlo perché così uno può regolarsi, soprattutto se con i mezzi deve andare a prendere un aereo.

4 – (In inverno a Malta – ma tutto l’anno, mi sa) E’ meglio non chiedere consigli sui bus al tizio della reception

Chiedere a uno del posto è tendenzialmente la regola aurea del viaggio. Dipende però a chi ci si rivolge e io stavolta probabilmente ho toppato alla grande. Ho chiesto al tizio della reception dell’hotel il bus più comodo per andare da Sliema a Mdina e mi sono ritrovata alle prese con il classico (per me, almeno, visto che non me li faccio mai mancare!) viaggio della speranza. In piedi, ovviamente (vedi punto 1).
Per il tizio, “comodo” voleva dire non dover cambiare bus a La Valletta, per me, invece, “comodo” sarebbe stato risparmiare un’ora e mezza di viaggio, ma sono punti di vista.

5 – (Tutto l’anno a Malta) I bus sono sostanzialmente di due tipi: veloci (sigla TD) e lenti

I bus veloci (quelli che fanno molte meno fermate) costano il doppio di quelli lenti, ma vale la pena sfruttarli: non rinunciate a questo piccolo lusso quando si tratta di raggiungere l’aeroporto o qualche località un po’ più lontana.
Noi per spostarci sull’isola abbiamo comprato per 15€ la card Tallinja (autobus, in maltese) da 12 viaggi (una in due, si può condividere), che è molto comoda e che vi consiglio; nel caso dei bus veloci con questa card vi verranno scalati in automatico due viaggi anziché uno. Potete acquistarla direttamente in aeroporto, quando arrivate.

6 – (Tutto l’anno, non solo a Malta) Diego dorme su tutti i mezzi di trasporto, ma coi ristoranti ci dobbiamo ancora lavorare

Finora coi mezzi di trasporto (incrocio le dita e tutto l’incrociabile) con Diego siamo stati molto fortunati. Anzichè godermi a pieno questa cosa, confesso, vivo nell’attesa di pagarla cara: mio figlio non è un santo e prima o poi la combinerà, per forza. Il piatto della bilancia si riequilibra se ci mettiamo anche le nostre uscite a cena: non c’è stata una volta che siamo riusciti a stare seduti tutti insieme contemporaneamente. Quelle rare volte che sta seduto, poi, Diego ha la capacità di fissare il malcapitato vicino di tavolo fino alla morte, provocando in lui un iniziale sorriso di tenerezza che si trasforma in espressione di circostanza prima e in smorfia di disagio poi, fino a diventare un urlo silenzioso di dolore (con probabile rimpianto per non aver cenato a casa).

7 – (Tutto l’anno, non solo a Malta) Ai controlli in aeroporto siamo più lenti, ma facciamo molta più simpatia

Avevo già accennato a questa cosa nel post sul nostro primo volo in tre e non posso che riconfermare la macchinosità delle operazioni in aeroporto. Ma mai come da quando c’è Diego gli addetti ai controlli ci hanno regalato tanti sorrisi o fatto tanti ciao ciao con la manina. A Malta, in particolare, uno l’abbiamo ritrovato anche in prossimità del gate e ancora ci salutava e faceva smorfie. Un amore di omone.

8 – (Tutto l’anno, non solo a Malta) Scatto molte meno foto e vivo molti più momenti

Questa può sembrare banale, siamo d’accordo, ma per coglierne l’essenza vera bisogna passarci. Faccio molte meno foto di prima: in genere quando la quantità diminuisce è perché la qualità aumenta, ma non è questo il caso.
Inquadrature frettolose, dettagli tralasciati, momenti affidati alla sola memoria (quindi adieu). Per non parlare delle foto al cibo (vedi punto 6) o ai cartelli, che prima facevo per prendere appunti e poi scriverne. Finito.
Se però tutto questo succede perché stai dando retta a tuo figlio…beh, la macchina fotografica sei disposta anche a lasciarla a casa, senza rimpianti. Più foto col cellulare per tutti, insomma.

9 – (D’ora in poi? Chi può dirlo) – Il mio amore per i mercati sembra un po’ scemato

Questa cosa potrebbe rendermi impopolare agli occhi di molti, ma me ne frego e la dico lo stesso.
Sono sempre andata alla ricerca dei mercati per immergermi nella vita locale; mercati “hard” intendo, la versione pro, non mercatini di Natale e surrogati del genere, quelli non contano. Il viaggio a Malta non poteva fare eccezione, quindi ho proposto di andare a Marsaxlokk la domenica, giorno in cui si tiene uno dei mercati più grossi dell’isola. Non lo rifarei.
Troppo marasma, c’era da fare a sportellate e se è vero che potrei usare il passeggino come oggetto contundente, è vero anche che conservo ancora una certa dignità.
Insomma, col mercato di Marsaxlokk non è scattato il colpo di fulmine: forse perché per me è finita l’epoca dei mercati, forse perché di marasma ne ho già abbastanza di mio. Poco male, garantito che mi inventerò presto qualcosa di alternativo.

10 – (Da qui all’eternità) In viaggio e nella vita non avrò mai l’outfit giusto

Quando l’obiettivo è quello di ridurre il bagaglio al minimo perché sei già carico d’altro (vedi punto 7) come potrebbe essere diversamente? Io vi avviso, è così che si inizia a comprare tutto grigio, per non pensare agli abbinamenti e poter buttare cose a caso in valigia, che tanto va sempre bene. Ed è così che ha preso forma la mia nuova seconda regola di vita: “grey is the new black”.
Altro che colore della tristezza, il grigio è il colore della libertà!
Provare per credere.

11 pensieri riguardo “Dieci cose che ho imparato a/di Malta (winter edition)”

  1. Ora…ho adorato questo tuo post (al pari dei tuoi racconti di viaggio in Asia, se non di più). Non sono mamma e non posso comprendere quello che questo possa comportare in tutte le sue sfumature (anche di viaggio) ma hai reso bene l’idea di Come cambiano priorità e prospettive ed e’ vero, ce ne faremo una ragione che noi hai dispensato consigli del tipo ‘cosa fare in 4 giorni a Malta’ perché è stata una lettura ben più piacevole! L’ironia, per fortuna, non l’hai persa anzi forse si e’ pure potenziata! Un abbraccio (sempre bello leggerti)

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  2. Malta bellissima, ci ho fatto 5 giorni affittando un’auto e girandola in lungo e in largo. E’ stata l’isola del mediterraneo che più mi è piaciuta. Anch’io l’ho girata con un piccolo (Riccardo aveva 8 mesi) e per fortuna, in generale, ancora ancora riesco a scattare foto con la mia Canon, quando viaggio. Forse ciò è dovuto al fatto che chi si occupa dei figli è più che altro la parte femminile della coppia. Ciò non toglie che il tempo per guardare i dettagli, studiare la foto e scattare è drasticamente diminuito. E per esperienza ti dico che quando inizierà a camminare, si muoverà, correrà, il tempo sarà ancora minore. Se ora sei un camaleonte, con un occhio a Diego e uno che guarda in giro, il tuo strabismo finirà con i suoi primi passi.

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  3. Non conosco Malta e ti dirò non mi attira più di tanto….però le tue considerazioni mi piacciono sempre, anche perché mi ci ritrovo e sopratutto osservo questo cambiamento di stile di viaggio,che aspettavo!…Forza, vedrai la barca sarà sempre più lenta ma nella rete resteranno tanti tesori in più.
    La maga della pioggia (e d’altro)❤

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