Un anno da cartolina

L’avevo dichiarato in tempi non sospetti: il 13 è il mio numero, da sempre, ecco perché ho avuto fin da subito la sensazione che questo che sta per finire sarebbe stato un grande anno.

Magari mi state prendendo per pazza, che credere a ste cose lascia sempre un po’ il tempo che trova e chi vi biasima.
Magari sì, ma adesso che siamo quasi al traguardo posso dire che avevo ragione.
Tredici oppure no.

E’ stato un anno da cartolina.
O di cartoline, mettiamola come vogliamo, tanto va bene uguale.

Delle belle facce con degli sfondi da paura.

Ci vorrebbero miliardi di pixel per raccontare tutte le mie facce da 2013, ma poi finisce che annoio, quindi lasciamo stare il gruppone storico che mi sopporta già da decenni e sto giro gli do tregua, e diamo spazio agli exploit, che magari riesco a rendere l’idea di quello che è stato.

C’è stato chi è diventato il mio compagno ufficiale di fotografia, che una mostra di McCurry fu galeotta lo scorso gennaio e poi non ci siamo più fermati.
Grazie, perché fotografare il degrado non ha senso senza di te (inizia a pensare alla prossima vittima!).

C’è stato chi a sorpresa ha fatto un pezzo di strada insieme a me in giro per la Cambogia e mi ha regalato una serie di sguardi incantati su un mondo che tanto amo.
Grazie, perché vederti ballare con quei bimbi nel villaggio è valso il prezzo del biglietto aereo tutto intero; il resto ce lo siamo guadagnato sul campo.

C’è stato chi ho abbracciato in aeroporto come se non ci vedessimo da quarant’anni e in realtà non ci eravamo visti mai, non dal vero se non altro, e poi mi ha accolta a casa.
Grazie, perché io ormai ti vedo un po’ come il fratello maggiore che non ho, quello che se mi dice che ho fatto una stronzata ci rimango male, quindi fallo, che ci conto.

C’è stato chi gli ho detto che l’ho sentito vicino a me in viaggio questa estate, e poi quando l’ho vissuto un po’ di persona ho capito che non mi sbagliavo e che anzi, quella era solo la punta di un iceberg che scopriremo un po’ di più nel 2014.
Grazie, perché ad agosto in viaggio mi sarai vicino di nuovo e sarà anche meglio, a patto di tenerlo d’occhio in due quell’iceberg, che i precedenti consegnati alla letteratura mettono un po’ di quella roba addosso, eh!

C’è stato chi conosci da trent’anni e succede che lo riscopri quasi all’improvviso (“per caso” non lo dico più da un pezzo), ricominci a parlarci sul serio e finisce che ci bevi del gran the, possibilmente con qualche Lindor.
Grazie, perché tu sei il ponte prezioso con i miei sedici anni e perché Fast & Furious con te è tutta un’altra vita, maledetto razionalista!

C’è stato chi condivide con me la passione per le spezie, e quando torno gli vado a fare un chai tea a domicilio, così finalmente vedo la sua casa.
Grazie, perché anche se non ci vediamo quanto mi piacerebbe, la tua presenza discreta si fa sempre sentire e non è mai scontata.

C’è stato chi sta ad un’ora di treno da casa mia e mi ha bidonata per un week end in Costa Azzurra, ma poi il bidone l’ho tirato io per andare a Mauritius, quindi siamo pari. Adesso basta però, eh!
Grazie, perché come ti ho scritto altrove sento che andiamo dalla stessa parte, ma non c’entrano gli aerei (e comunque qui ad est si sta gran bene: muoviti a fare lo zaino!).

C’è stato chi è diventato uno dei miei pugliesi preferiti e non solo perché i suoi taralli sono i migliori del mondo, ma perché ho perso il conto delle volte che abbiamo riso insieme anche se insieme fisicamente non ci stavamo.
Grazie, perché una cena via web può diventare reale solo con te!

C’è stato chi ho scoperto da pochissimo ed è stata davvero una bella scoperta, che di persone con una sensibilità del genere avvolta dentro un’anima metal non ce ne sono tante.
Grazie, perché fermarsi ogni giorno a pensare a tre cose belle fa bene allo spirito e lo consiglio a tutti.

Gli sfondi…mi sono messa a scriverli tutti sulla carta come piace a me e ho rivisto Ginevra, come sempre, la Puglia, scoperta quest’anno (vergogna!), Torino, Venezia, Parigi in un solo giorno, le Fiandre vintage, Marsiglia che mi ha folgorata (ci torno!), Antibes e Juan les Pins, che d’estate ci devo passare, Bangkok, il vero amore del 2013 (e non solo del 2013, prevedo, ma qui lo dico e qui lo nego), la Cambogia, Bali, che mi ci sento come a casa, Mauritius, che alle volte ritornano, Parma col suo swing.

E l’India, da dove sto scrivendo ora, ma di questa ne riparliamo, eh!
Che non è per niente facile, portate pazienza, ci sono quasi.

Anche quest’anno niente bilanci, come potete vedere.

Parlano già tutte queste belle foto che mi sono messa in bacheca e che mi porto appresso ovunque vado, anche qui, quattro ore e mezza più avanti.

Visto che ormai manca poco, buon anno a tutti quanti.

8 pensieri su “Un anno da cartolina”

  1. Come può non essere stato grande il 2013 se lo racconti così? Tempo di post di fine anno, l’ho appena pubblicato anche io. buon anno, e magari nel 2014 ci incroceremo da qualche parte! 🙂

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  2. E come lo commenti un post del genere?
    L’ho detto che i post di fine anno li adoro vero???
    Beh… questo è IL POST di fine anno!
    Non aggiungo altro per ora… se non: continua a collezionare cartoline, che se son tutte così la vita ti si riempie davvero di positività!
    Namaste Karma Girl and see you very soon! 🙂

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    1. IL post addirittura!
      Abbiamo la stessa passione per questo genere di letture: strano, eh? 😉
      Continuo a collezionare, ormai ci ho preso gusto, son cose che alla fine…non smetti più!
      Per fortuna 🙂
      A prestissimo Cri!! Namaste 🙂

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