Tutti gli articoli di Cabiria

Viaggio zaino in spalla, ho una fissa per l'Asia e i tatuaggi, quelli in bianco e nero. Ho scritto un libro, parla di Bali.

Cape Cod, preparativi d’estate

[Questo titolo a inizio autunno fa un po’ ridere, ma perdonatemi.]

Non sono mai stata una grande appassionata di spiagge, meno che meno “in stagione”, come si dice. Credo che i miei viaggi parlino per me, anche a questo proposito.
Amo il mare nei mesi che precedono il boom estivo o in quelli che lo seguono, benché questi ultimi, per certi versi, mi siano sempre sembrati velati da un filo di malinconia. Quella che si portano appresso tutte le cose belle quando finiscono.

Forse Cape Cod l’ho apprezzata anche perché l’ho vista in quella che per me è la stagione migliore, Aprile-Maggio, quando tutto sembra intento a prepararsi a qualcosa, quando pare che tutto debba – e possa – ancora succedere.
Il momento perfetto dell’attesa, se vogliamo anche un po’ del sogno, meglio se a occhi aperti.

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Il potere dei social, o meglio: di Instagram (discorsi su Bali)

É da un po’ che mi chiedo se e quanto possa valere la pena investire del tempo per tenere aggiornati i miei social network, sia quando viaggio (poco, in questo periodo) che quando me ne sto a casa.
É iniziato tutto come un gioco, pure divertente se vogliamo, ma adesso questo gioco sta andando un po’ in vacca, se mi passate il termine ricercato.

Google+ l’ho abbandonato mesi fa (o forse sono anni? L’addio è stato così traumatico che neanche me lo ricordo); Twitter lo programmo ogni tanto, ma devo dire che lo guardo ben poco: ormai è autonomo, il ragazzo si autogestisce e io mi fido.
Rimangono Facebook, che di questi tempi frequento con una cadenza praticamente mensile, e Instagram, che ultimamente mi dà addirittura il voltastomaco, giusto per metterci un pizzico di tragedia. Provo a condividere un po’ di questa tragedia.

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