#01 Bali - Carnet di viaggio - Cabiria Magni

Carnet di Viaggio

Sono tornata dal mio ultimo viaggio con una carica che nemmeno io mi aspettavo, e i poveretti che mi circondano se ne devono essere accorti: temo di aver stressato parecchio con questa storia.
Qui cercherò di farla breve, magari ci si pensa più avanti, quando i fumi degli incensi, dei gas di scarico e di tutto quello che ho respirato in un mese d’Asia avranno smesso di fare il loro effetto.

Nell’ultimo mese ho fatto esattamente quello che volevo.
Me ne sono infischiata di tutto, cosa che tante volte mi riesce difficile, e me ne sono infischiata perfino di questo mio infischiarmene.

Siamo sempre portati a essere diplomatici, a stare attenti a mille equilibri, ammettiamolo: sull’altare del quieto vivere sacrifichiamo tante cose e neanche ce ne accorgiamo, così a forza di fare i funamboli, alla fine buttiamo via l’unico equilibrio che conta davvero, il nostro.
Fa ridere, vero? Eppure è così.

Nell’ultimo mese ho smesso di fare attenzione a dove metto i piedi, forse perché quando si abbandonano le solite abitudini viene più facile, e la grande rivelazione che voglio condividere oggi con voi è che ci si sente molto meglio. Bella scoperta, eh?
Sono dovuta tornare in Asia per ricordarmelo, ma voi, se potete, cercate di essere più furbi e di tenerlo a mente anche senza fare tanta strada.
Io provo a farlo ora, e voglio cominciare riappropriandomi un po’ del mio tempo.

Ci sono cose che faccio perché devo, ma se mi fermo un attimo su quel devo scopro che me lo sono imposta io. E allora potrei anche smetterla, no?
Ci sono invece cose che non faccio più perché non ho tempo e anche questa cosa del non ho tempo alla fine mica mi è piovuta dal cielo.

Quella del non ho tempo è una scusa, sempre.

Crediamo di proteggerci dietro queste poche parole, non ho tempo, e ci creiamo degli alibi per non fare qualcosa che invece ci farebbe stare meglio, senza neanche sapere il perché. Sembra stupido, ma alle volte abbiamo quasi paura di essere felici, neanche facessimo un torto a qualcuno.

Eccolo qua, l’ennesimo regalo che mi ha fatto l’Asia, ho iniziato a scartarlo solo adesso, semplicemente decidendo di impiegare il mio tempo in maniera diversa, liberandomi di quella finta protezione.

Ho ripreso a disegnare, ad esempio, perché non lo facevo più da un pezzo: stavolta, oltre ad aver messo le matite nello zaino proprio come avevo fatto anche l’anno scorso, le ho addirittura usate, e son passi avanti.
Ho riscoperto il piacere di stare coi colori in mano, che non c’entra niente col reggere una penna, è tutta un’altra storia.

Ecco perché da queste parti, d’ora in poi, troverete anche i miei carnet di viaggio: ogni volta che ne comparirà uno, vorrà dire che ho deciso di prendermi un po’ di tempo per me, quindi immaginatemi pure con quel bel sorriso che hanno i bambini quando fanno i disastri con i pennarelli, magari sui muri di casa.

Il primo della serie è dedicato a Bali, giusto per essere sempre originali!

#01 Bali

#01 Bali - Carnet di viaggio - Cabiria Magni

Bali non mi stanca mai perchè è un insieme di cose che non c’entrano niente tra di loro, e ogni volta che ci torno mi piace mischiarle tutte insieme: c’è gente che si stordisce sniffando la colla, e c’è gente come me che si diverte a stordirsi da sola.

Il mio ultimo viaggio è stato un mix esplosivo di Bali yeah, quella delle onde per surfisti un po’ di gomma, di risaie dove si va perché l’UNESCO ha deciso di metterci una buona parola (ma anche perché un po’ merita davvero), di giornate passate all’ashram, e di scorribande in quella parte dell’isola dove mi sento a casa, dove prendo il motorino e non ho bisogno di guardare né mappe né guide.

Ditemi voi come faccio a stancarmi di un posto del genere!

25 pensieri riguardo “Carnet di Viaggio”

  1. Capita spesso anche a me di rifugiarmi dietro un “non ho tempo”, ma è un’abitudine che voglio assolutamente perdere 🙂
    Complimenti per i disegni, hai davvero una bella mano 😉

    Sara

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  2. Parole sagge, davvero. E mi fa piacere leggere come certi pensieri che pensavo fossero solo mie “paranoie” siano in realtà più comuni!
    Io ho intenzione di riprendere a cantare, con l’unico fine di fare felice me stessa e regalarmi una cosa che mi fa stare davvero bene!
    Un abbraccio

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  3. Ma tu disegni così e hai smesso di farlo? Scrivi benissimo, disegni con la stessa cura, puoi fare tutto quello che vuoi così!

    Sai che questa lettura arriva proprio in un momento in cui alcune cose me le devo ricordare anche io? Lo so eh, ci sono, ci penso e forse non dovrei neanche andare così lontano per ricordarmene, ma.. porca paletta quanto è difficile e a volte semplicemente me ne dimentico. Ho sproloquiàto da sola, è il post che induce a farlo. 🙂

    Ben tornata Cabi!

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    1. Grazie Lucia!
      Hai davanti la specialista degli sproloqui, quindi…vai tranquilla!
      Guarda, io ho la tendenza a dimenticare, come si è visto, e anche stavolta sono dovuta tornare in Asia per rimediare…facciamo che prendiamo l’impegno di ricordarci queste cose ogni tanto? Poi però si parte comunque, eh!
      Un abbraccio 🙂

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