Polignano a Mare, Puglia

Polignano: l’ultimo week end d’estate

Quando vedi un posto con gli occhi di una persona che quel posto lo ama davvero è una mezza fregatura: non si trovano mai le parole, non tanto per raccontarlo agli altri (che in un modo o nell’altro sopravvivono alla disgrazia), quanto per raccontarlo a se stessi.
Ci si sente inadeguati.

Ora penserete che sono una mezza suonata che se la racconta da sola ed è vero: sia che sono suonata, sia che me la racconto da sola.
Il fatto è che i posti mi piace innanzitutto viverli senza pensarci troppo, e soltanto dopo, alla fine di tutto, provo a raccontarmeli un po’, per capirci qualcosa e vedere l’effetto che fa.

Con Polignano è stato difficile e lo è tuttora, perché ogni cosa che ho provato a raccontarmi non era mai abbastanza; ci sono momenti che forse è sbagliato cercare di razionalizzare, ci sono cose che dette con le parole non rendono proprio niente.

Forse era la volta buona per propinarvi uno di quei pezzi sole-cuore-amore che ogni tanto mi riprometto di tentare, ma che alla fine lascio sempre perdere, perché anche se non sembra vi voglio bene (ecco, qui è un po’ cuore, ma non preoccupatevi, ho già finito).
Forse potevo buttarla in vacca e raccontarvi dove ho mangiato, dove ho dormito, o dove mi sono fermata a guardare l’alba e il tramonto, ma le liste della spesa stanno meglio sul frigorifero.

Quindi vi dico che quando sono partita ho dimenticato a casa la macchina fotografica: presente gli insulti? Ho fatto tutto da sola.
Poi sono arrivata a Polignano, l’ho vista là sul mare, e ho pensato ma che fa (cit.).

Ci sono dei momenti in cui andiamo in un posto perché abbiamo qualcosa da ascoltare, più che da vedere.
Quindi mi piace pensare che la mia non sia stata una dimenticanza, ma un suggerimento.

Non vi dirò che Polignano è magica: sembrerei stucchevole, e romperei quella magia, che in effetti esiste e si sente; vi dirò solo che me la sono goduta fino all’ultimo minuto.

Non vi dico che è magica perché forse, più che di posti, si tratta di momenti, o meglio ancora, di persone: non c’entrano niente le sfumature che rigano il cielo, l’aria calda della sera, o il profumo della focaccia (beh, questo aiuta), c’entriamo solo noi.

La nostra è una magia che non si cattura dentro le foto dell’ultimo week end d’estate, proprio come quelle che ho fatto col cellulare mentre pensavo ma che fa.
Però garantisco che c’è, e scommetto che succede a tutti.

22 pensieri su “Polignano: l’ultimo week end d’estate”

  1. “…ci sono momenti che forse è sbagliato cercare di razionalizzare,
    ci sono cose che dette con le parole non rendono proprio niente.”
    Azz! e se questo è non dire niente…
    Trovo stucchevoli ed inutili i post che cercano di convincere il lettore della gradevolezza di un luogo parlando del tal ocale o del tal scorcio.
    Un luogo è ciò che lascia dentro di ognuno di noi, e difficilmente sarà lo stesso per ogni singolo essere umano.
    Grazie, Cabiria…

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      1. Sai, Cabiria, ho imparato da chi mi ha insegnato ad essere che non c’è miglior alimento per crescere del piacere. E quello che si riesce a raggiungere coll’immaginazione è incomparabile a qualsiasi luogo/oggetto reale.
        Io torno e vado in ogni luogo che mi fa sentire vivo, credo, da sempre: prima grazie ai libri, poi grazie alla fotografia, e dopo ancora grazie alla televisione, al cinema ed all’Arte in generale, oggi grazie alla rete.
        Quando ho bisogno di sentirmi vivo, ci ritorno…
        Sii felice.

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