Madrasa Bou Inania - Fes, Marocco

Effetto Marocco

Ho aspettato un po’ a scrivere del Marocco perchè ci volevo pensare bene, ma non sono sicura di aver aspettato abbastanza.

Comunque.

Madrasa Bou Inania - Fes, Marocco
Fes, Madrasa Bou Inania

Tra ciò che rende indimenticabile un viaggio, più o meno lungo che sia, a mio modo di vedere i fattori che pesano di più sono sostanzialmente due: il posto, e le persone. Nel mio caso specifico, le persone pesano tantissimo: quando scatta la sintonia mi fanno sentire a casa, anche se sono in un posto infame.

Del Marocco finora ho visto ben poco, giusto Fes, Meknes, e Volubilis, e quel poco è bastato a farmi capire che ci sono dei posti davvero formidabili; come sto dicendo a quelli che mi chiedono che impressioni ho avuto, è un paese terribilmente fotogenico, e me ne sono accorta anche riguardando le foto che ho scattato: ne ho trovata più di una che mi ha lasciata soddisfatta, e non mi capita spesso.

Fes, le concerie. Marocco
Fes, le concerie

Non lo dico per piaggeria, è solo che sono una che scatta d’istinto, che ha pochissima tecnica, e che quando ha deciso di cambiare macchina si è presa una bridge, per non avere la scocciatura degli obiettivi: mi piace viaggiare leggera, anche se di questi tempi fa molto figo dire di avere una reflex (e poi magari si scatta solo in automatico), quindi non ho mai grosse aspettative sulle mie foto, ma non è questo il punto ora.

Il punto ora è che le geometrie e i colori del Marocco sembrano messi lì apposta per farsi immortalare.
E’ che con le persone non è scattato il feeling.

Meknes, fontana, Marocco
Meknes, fontana

Ora lo sapete benissimo che io non sono quella tutta sole-cuore-amore, e chi ha viaggiato con me sa altrettanto bene che prima di tornare a casa, almeno una volta, deve scattare la cosiddetta “rissa” col driver di turno, perchè altrimenti manca qualcosa; in Marocco non posso parlare proprio di rissa, anche se da ridire ne ho avuto eccome, e questa cosa mi ha fatta un po’ riflettere: non mi sono sentita libera di comportarmi come avrei fatto altrove, tipo a Bangkok, giusto per fare un esempio a caso.

Non mi sono mai sentita in pericolo o comunque poco sicura, neanche quando tra le strade strette della medina sono stata inseguita per metri e metri da persone che non si capiva bene che cosa volessero, però non mi sono sentita libera di comportarmi con naturalezza, senza stare a calcolare troppo persino cosa dire e cosa tacere, e questa è una cosa che oltre a far male, nello specifico mi pesa tantissimo (la diplomazia non è mai stata il mio forte); in compenso, spesse volte mi sono sentita presa in giro, il classico pollo da spennare insomma.

Fes, le strade della medina. Marocco
Fes, le strade della medina

Lo sappiamo bene che tutto il mondo è paese e che anche a Roma a quegli sfigati dei cinesi un cappuccino lo fanno pagare almeno 5 Euro, che il tassista prova a fregarti pure in India (una delle litigate migliori di sempre) e che il venditore ambulante di Kuala Lumpur quella borsa te la vende al doppio di quello che potrebbe fare per guadagnarci qualcosa, ma quello che ho riportato a casa non è un sentimento di semplice “sfruttamento turistico” quanto piuttosto quello del pollo da spennare, appunto. Sempre e comunque.

Non fai in tempo a fidarti di una persona (parlo della mia storia personale, ovviamente, e anche non c’è bisogno di specificare, preferisco farlo), che subito ti becchi la fregatura: è successo a Meknes (che mannaggia a me continuavo a pronunciare Mexes: ho dei seri problemi, lo so), dove Abdul ci ha affabulati per mezz’ora con le sue storie (tra l’altro interessanti) e ci ha offerto un the alla menta per strapparci all’ennesimo venditore di turno, con la promessa di metterci al riparo dalle offerte in stile Mondial Casa; bene, neanche il tempo di rilassarci un attimo e pensare che a questo qui davvero non gliene fregava nulla di scucirci soldi e… zac!
Via a srotolare tappeti.

The alla menta, Marocco
Il the di Abdul

A Fes è successa la stessa cosa; alloggiavamo in un riad dentro la medina, che consiglio a tutti per la colazione super in terrazza, con vista panoramica e atmosfera da mille e una notte, e per la proprietaria gentile: peccato che poi abbiamo scoperto che ci voleva fregare coi soldi della guida, nel senso che lei ci aveva chiesto il doppio di quello che effettivamente la guida costava. Se non avessimo pagato direttamente la guida facendo finta di non sapere la cifra, al posto di 250 dirham (circa 25€) ne avremmo scuciti ben 400.

Ho nominato la guida perchè è un consiglio che mi sento di dare a tutti: la medina di Fes, che conta circa 9000 vicoli, è tra le più antiche e meglio conservate del Marocco, tanto da essere stata annoverata tra i patrimoni dell’umanità dell’UNESCO (qui metto il link, se volete divertirvi a contare quanti ne avete visti!) e sicuramente visitarla con un local, anche solo per una mezza giornata, è un gran vantaggio: non ci si perde perchè comunque da qualche parte prima o poi si sbuca (prima di partire avevo letto articoli che facevano del terrorismo su questa cosa del perdersi), ma accompagnati ha tutto un altro senso.

Fes, moschea. Marocco
Fes, moschea, ingresso

A questo punto vi chiederete se viste le premesse tornerò mai in Marocco: la risposta è sì.
Ve l’aspettavate?

Sono una di quelle persone che la seconda chance la concede sempre (forse solo perchè sono molto stupida, ma questo al limite a voi non interessa), ma oltre a questo fatto, c’è un posto che vorrei tanto vedere: Essaouira.

Non chiedetemi il perchè, anche qui vado molto a istinto: ci sono delle mete che per una ragione o per l’altra mi chiamano, e ogni volta che è successo e ho ascoltato la loro voce, sono tornata a casa con qualcosa di molto pesante nel mio bagaglio.

Non so se capiterò mai nelle tanto decantate Marrakech e Agadir, ma so di certo che da Essaouira prima o poi passerò, magari non subito, ma quando quella città deciderà di chiamarmi… sarò pronta a preparare lo zaino e a ripartire!

Sopra i tetti di Fes, Marocco
Sopra i tetti di Fes

55 pensieri su “Effetto Marocco”

  1. Io come al solito arrivo in ritardo a commentare, ma direi che ormai ci hai fatto l’abitudine. :O)
    Ci sono alcune cose da dire:
    1 – Le risse. Uh, come ti capisco. Io ne ho fatte diverse, ma quella davvero epocale è stata a New Delhi con tanto di telefonini (altrui) lanciati contro i muri e piazzata da mercati generali (“AHHH, Accidere, mi volete accidere!!! Nun tenet’ scuorn’?”). Credo che laggiù si ricordino ancora del sottoscritto. Con timore.
    2 – Il pollo da spennare in Marocco. E’ vero, ma devo anche dire che io personalmente l’ho riscontrato solo nelle grandi città (Marrakech e Fes). Nei piccoli centri del sud (Merzouga), del mediterraneo (Tetouan) o dell’interno (Chefchaouen) invece non mi è mai successo; anzi, devo ammettere che ho sempre avuto a che fare con persone piacevoli e disinteressate.
    P.S. Appena uscito dall’aeroporto di Marrakech: 1-2-3 RISSAAAAAAA con un tizio che voleva fregarmi. Ci ha separati mia moglie, perché io ero già passato alle minacce mafiose.
    3 – Essaouira. E che te lo dico a fare??? Ci DEVI andare! E’ molto turistica, è vero, ma è davvero suggestiva e poi starsene al tramonto sul porto a mangiare pasticcini alla mandorla è una carezza al cuore.
    4 – Se torni in Marocco io ti consiglierei, oltre a Essaouira, anche Chefchaouen e El-Jadida (quest’ultima vicino a Essaouira).
    5 – Io prima o poi in Marocco ci tornerò … uuuhhh, sicuro!

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    1. Ma tu puoi arrivare quando vuoi perchè i tuoi commenti sono sempre super!
      Ecco, io pagherei per vedere almeno una delle scene che hai descritto 😛
      Ok, ho avuto l’ennesima conferma, vado a Essaouira!

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  2. Il Marocco è uno di quei posti che devo ancora visitare, ma che mi affascina per la sua architettura, la sua storia, il suo stile. Forse il prossimo febbraio riuscirò ad organizzarmi per fare parapendio sulla costa. Il dubbio però è proprio quello di ritrovarmi a discutere troppo con l’insistenza dei venditori o della gente. Speriamo bene! È sempre un piacere leggere i tuoi racconti.

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    1. Ciao Paolo, il piacere è mio, grazie per il tuo commento!
      Che dire…ogni viaggio è una storia a sè, proprio come ogni persona. Ti auguro di trovare il giusto mix che renderà la tua esperienza indimenticabile, anche se da quello che mi scrivi…le premesse sono buonissime!
      Buon viaggio 🙂

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  3. Ciao Cabiria,

    Super bello leggere che, nonostante tu faccia di questo un (quasi?) mestiere, nell’essenza rimanga una passione, che le persone vengano prima, che segnino il posto e lo facciano diventare un luogo a sé. Personalmente sono un po’ stanca della statistica, sia a livello di “tu, travel blogger, quanti follower hai?” quanto a livello di “quanti millimetri di pioggia cadono su xxx città all’anno?” (e mettiti sto k-way goditi la città anche sotto la pioggia!).
    So che in questo viaggio hai toccato il nord del Marocco, (invece io sto pianificando un viaggio da Marrakesh verso sud), la mia domanda è se hai scelto una qualche guida in particolare, e ovviamente, come ti sei trovata. Sinceramente, come buona “fai-da-te” – in viaggio e nella vita – no amo completamente nessuna ma le vorrei tutte (sì, mi è stato confermato che è patologico). Per il Marocco ho scelto la Polaris, ma una non mi basta mai, e sto cercando ancora… hai qualche consiglio?
    Continuo a leggerti sempre 😉
    Gabi

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    1. Ciao Gabi!
      Il viaggio per me è passione, di lavoro faccio altro, poi può capitare che ci si guadagni anche qualcosa, ma i numeri per me sono sempre venuti dopo, non sono certo la priorità, la priorità è partire, alla mia maniera 🙂
      Per il Marocco non ho scelto nessuna guida, ho cercato informazioni online e chiesto agli amici che c’erano stati 🙂
      Comunque, se consola, condividiamo la stessa patologia!!
      Leggo le guide come leggo i libri, anche se non sono in partenza per la destinazione che ho appena acquistato 😉

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      1. Il bello è che si vede dal tuo blog, quando i numeri non contano la grandezza della parola salta fuori. Tu per me scrivi come i grandi. Bene? Male? boh… non lo riesco a giudicare perché scrivi con passione e io leggo con passione.

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      2. Ah… ultima cosetta e poi vado. Il mio blog non è più quello che segui. Non capisco come mai quel “Escriboyo” continua a venir fuori nella mia vita! Karmatico!!!

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  4. È lo stesso identico pensiero che ho avuto io: paesaggisticamente splendido, il Marocco mi ha lasciato un po’ perplessa per quanto riguarda il relazionarsi con le persone e la sensazione generale di non essere pienamente benvoluta (soprattutto quando avevo la macchina fotografica al collo). Sai perché? Troppa Asia!!! 😀

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  5. chettelodicoafare che mi piace il tuo istinto fotografico 🙂 a prescindere dalla macchina usata. capisco anche l’eterna insoddisfazione… ma… il Marocco.. beh.. lo metto in lista (magari settembre…)… mannaggia a te (voi) che mi fai venir voglia di partire 🙂

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  6. Cerco di finire quello che stavo farneticando nei tweet dell’altro giorno (mai scrivere con il vassoio della mensa in mano, almeno nel mio caso). Ho sempre una fitta di nostalgia quando sento parlare di Marocco, in particolare di Fes. Anche se capisco l’insofferenza davanti alla sensazione di essere un pollo da spennare: è come non potere mai abbassare del tutto la guardia. Io l’ho provata in Marocco subito (il primo giorno stavo già contrattando per due tappeti a Meknes e io manco ne volevo comprare uno) e verso la fine del viaggio nella caotica Marrakech: mi ricordo di avere pensato di non poterne più di essere sempre avvicinata da qualcuno appena mi fermavo a guardare qualcosa nel suk o lottare per non farmi mettere un falco in testa per una foto ricordo. Eppure in questo paese ci tornerei tutti i giorni.
    Ho il forte sospetto che il fatto di averlo visto nel 2007 e come mio primo viaggio in un altro continente, in un altro ‘mondo’ (è un po’ il mio primo vero Viaggio), influenzi non poco il mio giudizio. E determinante forse è stato passarci più di due settimane: 3mila chilometri in auto di pura libertà. Le città imperiali sono affascinanti, con questa faccia sempre un po’ decadente, ma è nel viaggiare sempre più a sud, verso il deserto, che questo paese regala (secondo me) il suo lato più affascinante. Mi ricordo di valli piene di kasbah, di gole profonde popolate solo da capre e paesini remoti, ma anche dei bastioni di Essaouira con il suo mercato del pesce (le colazioni poi, le mie preferite di sempre). Tanti mondi in uno, forse questo Marocco merita davvero la famosa seconda possibilità (ovviamente 8 anni fa la situazione era molto tranquilla e si girava molto bene): ho conosciuto tante persone di cui ricordo ancora bene le facce. Poi loro non si smentiscono mai: ho caricato un beduino che faceva l’autostop e pure lui, per “ringraziare”, è riuscito a portarmi dal cugino che, guarda un po’, vendeva tappeti. Ma a questo punto mi sono stati simpatici, nel cercare sempre di arrabattarsi così, sempre lì a cercare di farsi furbi. A tratti mi è piaciuto stare al gioco.
    Insomma, Fes mi ha messo un po’ alla prova all’inizio, ma poi la vista della città dall’alto, fra tetti piatti, antenne e minareti (è un po’ il mio tipo di panorama preferito, ammetto, ho un feeling tutto mio con le città arabe, cibo compreso) mi ha aiutato a mettere da parte un po’ di timori e di pregiudizi. Comunque, morale della favola: io tornerei e proverei gole del Todra, Valle del Dadès e del Draa (ho scritto qualcosa in un post comunque). Scusa la pezza, ma avevo detto che ci avrei meditato!
    😉

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    1. Direi che ci hai meditato sì! Niente pezza, anzi, ti ringrazio! Mi hai dato parecchi spunti di riflessione, e parecchi motivi in più per tornare. La seconda possibilità il Marocco la merita di sicuro, dev’essere talmente vario, da ogni punto di vista, che va scoperto in più tappe 🙂

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  7. Benvenuta in Africa, Cabiria…
    Io ho sempre detto che gli africani (tutti, indistintamente…) hanno imparato dagli europei le cose peggiori…
    Credo sia una forma di catarsi, dopo lo sfruttamento e lo sfruttamento incondizionato e lo sfruttamento becero operato da NOI OCCIDENTALI.
    (Ho scritto tante volte SFRUTTAMENTO?)
    Un Amico marocchino, decenni fa, mi diceva che gli africani avevano un modo di definirli molto calzante: son capaci di vendersi anche la madre, pur di vivere…
    Ovviamente ne rideva, ma sapeva che era anche mooolto vero.
    Fai tu.
    Sono (tanto per cambiare…) d’accordissimo con te sul fatto che un bel posto lo fa, oltre a lui stesso, la gente.
    Punto.
    La fotografia più bella, non dimenticarlo mai, è quella che scattiamo con la migliore macchina dell’universo: i nostri occhi.
    Pace e bene…

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  8. Finalmente un post che non parla bene sempre e comunque dei luoghi. Questo è il vantaggio di essere una travel blogger indipendente. Comunque, nonostante l’aria un po’ truffaldina che io mi aspetto ovunque sorpassi gli immaginari (nemmeno tanto poi) confini del mondo europeo-benestante, mi hai fatto venire voglia di Marocco (come se già non ne avessi!) 🙂

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    1. Luca ti ringrazio tantissimo per il commento: sei la prova che la scelta che ho fatto, anche se non semplice, è quella giusta (almeno per me, non voglio generalizzare)! La voglia di Marocco ce l’ho ancora anche io, nonostante quello che di “negativo” ci ho trovato, quindi immagina la bellezza di quel paese! Ti auguro di scoprirlo presto 🙂

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  9. Il mio primo viaggio on the road è stato con i miei genitori avevo 4 anni e la destinazione era il Marocco: lì sono custoditi i miei primissimi ricordi legati al viaggiare! Personalmente adoro il Marocco ci sono stata 7 volte ed ancora non lo conosco tutto…come per te, anche per me è incantevole, al contrario non mi sono sentita un pollo da spennare più di quanto mi sia sentita in Sri Lanka o Egitto: noi abbiamo i soldi e loro li vogliono (anche se magari le nostre tasche sono più vuote che piene)…diciamo che io li ignoro – indifferenza totale e poi al momento dell’acquisto divento peggio di loro: più di una volta mi hanno dato della barbera e mi sono sempre aggiudicata il pezzo al prezzo che dicevo io!
    Torna in Marocco appena puoi e prendili così!

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  10. Dunque innanzi tutto bellissimo come sempre 🙂
    In Marocco non ci sono mai stata ma conto di farlo sicuramente in futuro perché ho appena acquisito una cugina marocchina (che ora per amore vive a Gallarate ma questa è un’altra storia). Ovviamente la prima cosa che le ho chiesto è quando mi/ci porterà perché sicuramente sono posti che visti con una local hanno un altro sapore.
    Il fatto che non ci sia mai andata finora, nonostante i lowcost, nonostante la vicinanza, la dice lunga. Forse è per quello che hai scritto tu. L’Egitto mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca: posti meravigliosi, crociera sul Nilo spaziale ma il fatto di non sentirmi mai pienamente a mio agio ha inciso non poco. Certo non è stata un’idea geniale partire in tre ragazze, venivamo continuamente accerchiate, richieste assurde, insistenti, fastidiose. E il fatto di avere gli occhi azzurri in quei posti è una condanna! Metterò le lenti a contatto colorate se mai dovessi tornarci 🙂
    Un abbraccio

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  11. Non sono stato a Fes e Meknes, ma a Marrakech ed Essaouira sì (e un po’ di altri posti) e le impressioni che ho avuto sono le stesse. Anche se la ‘pressione’ che si avverte in marocco è forte soprattutto nelle città più turistiche (le prime tre che ho nominato), molto, molto meno a Essaouira che ho amato proprio per questo forse (città splendida, devi andarci e starci!). Subii anche vere e proprie truffe, rincari ecc.
    Poi, nel viaggio, negli alberghi, nei caffè lungo la strada c’è stato anche qualche momento di ‘verità’… sono quei casi in cui vale quello che ha scritto Donald Richie, qualcosa tipo che viaggiare tanto allarga gli orizzonti del viaggiatore e restringe quelli di chi li riceve. La povertà è in parte una giustificazione e non è l’unico Paese dove succede, ma la sensazione costante di disagio la ricordo bene e alla fine diventai anche troppo brusco con le persone, anche forse quando non avrei dovuto. Però credo che anche io tornerò.

    p.s. Sul tema del Marocco tempo fa ho visto il documentario/serie tv Truffato! a Marrakech che andava un po’ dietro le quinte. E’ un programma che non amo troppo e anche un po’ costruito, forse. Ma a Marrakech è interessante, illuminante ed è anche bello vedere un po’ la vita di queste persone che si ‘arrangiano’ con le piccole truffe ai turisti. Da una parte mi ha fatto arrabbiare ancora di più, dall’altra ho provato un po’ di empatia per loro. su youtube dovresti trovarlo, qui ce n’è uno spezzone https://www.youtube.com/watch?v=4N9E6s7Jv4Q

    p.p.s.s. c’è un albergo a Marrakech dove al bar servono la birra, era il ritrovo di molti viaggiatori occidentali.

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    1. Patrick posso chiederti di commentare più spesso? E’ un piacere leggere i tuoi commenti, proprio come leggere i tuoi post, grazie 🙂
      Anche io alla fine sono diventata un po’ brusca a priori, credo che sia normale, come credo che sia una cosa da imparare a correggere: ce la faremo 🙂
      Sei l’ennesima conferma che Essaouira allora è da vedere: l’istinto non sbaglia mai 🙂
      Grazie anche per il link, e ovviamente per la dritta sulla birra!

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  12. Forse te l’avevo già scritto, io sono stata nella tanto decantata Marrakech e sono tornata a casa con un pensiero che tradotto in parole suona più o meno così “ma sono sicura di aver visto la stessa Marrakech che raccontano gli altri?” Ora non dico che non mi è piaciuta ma quell’incanto, quella scintilla, quel rimanere “dentro” che molti altri posti mi hanno trasmesso non c’è stato.
    Noi eravamo un gruppetto di 6 donne (e si, forse non è stata un’ottima idea!!) in un paese dove il maschilismo è molto forte, dove le proprie donne sono rinchiuse dentro casa e escono solo coperte ma quelle degli altri (paesi) vanno assolutamente guardate!! Siamo state seguite in maniera insistente, fregate con “gentilezza” dal passante e venditore di turno (non voglio pensare a quanto ho pagato quella bustina di tè!!) mi è stato disegnato un tattoo all’hennè sulla mano a tradimento, ovviamente non l’ho pagato 🙂
    E in ultimo, ma non per importanza, Dio solo sa quanto mi è mancata la birra!!! 😀
    Nonostante tutto anche io tornerò in Marocco, sono sicura.

    ps. Comunque se ora vuoi fare la figa devi passare alla mirrorless!!! 😉 Complimenti per le foto che nonostante la bridge sono bellissime!!

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      1. Per ora sono soddisfatta ma deve ancora superare la prova “viaggione”, quindi poi a settembre ti farò sapere.
        Dimenticavo, io sono una di quelle che dopo 10 anni di reflex ha deciso di mettersi al passo con i tempi e oggi “se la tira alla grandissima” 😀

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  13. Cabiria, che ti dico…sarà perchè tra noi ho notato da sempre un certo feeling nell’approccio al viaggio, sarà perchè nelle tue parole mi ritrovo spesso ma è sempre bello leggerti. In questo post in particolare ti dico che ogni paragrafo contiene un pensiero che anche io condivido. Il Marocco per me ha un fascino particolare dovuto più ai colori che alla cultura e alle persone, son sincera. Anche io ho visto poco..Fes, Rabat e Asilah, tutto in un lungo week end. A Fes mi sono sentita molto a disagio, tant’è che la Medina non me la sono goduta affatto e credo di averne vista metà. Non mi piace essere inseguita e tampinata costantemente, anche se le intenzioni sono le più innocue…Non riesco a godermi tutto il resto. Però i colori del Marocco vincono, e anche io so che ci tornerò 🙂

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