Da queste parti non ho scritto poi molto di una terra che col tempo sto imparando a conoscere, la Puglia, eppure ormai ci vado spesso: quando hai la fortuna di avere una guida “autoctona” tutta per te, sarebbe stupido fare il contrario.
Da qualche parte in Valle d’Itria
Con Raffaele tre anni fa ho iniziato questa specie di pendolarismo, che più che dei luoghi mi ha portato a scoprire dei mondi diversi: l’Italia è lunga a sufficienza per provocare quella sensazione di straniamento che in genere si crede di poter provare solo con un volo intercontinentale. Spesso non c’è bisogno di andare chissà dove.
Sono stata in Irlanda tre giorni, per un weekend lungo: i primi due li ho passati nella capitale, il terzo invece tra Dark Hedges, Giant’s Causeway e la zona di Carrick-a-Rede.
A dire il vero non avevo mai pensato più di tanto a questo Paese ma, complici la comodità (da Orio al Serio) e il costo dei voli per Dublino, ho deciso di lasciarmi tentare.
Dublino mi ha conquistata subito, nonostante il suo benvenuto al profumo di pioggia.
Mi è piaciuta per la sua atmosfera di città raccolta, a misura d’uomo, a “portata di piede”: probabilmente per vedere le cose più importanti basterebbe un giorno solo, per godersela un po’ invece ce ne vogliono almeno due, come minimo.