Telefono vintage, Cabiria Magni

Yunnan: un viaggio a sud delle nuvole – parte 2, Jianshui

Siamo arrivati a Jianshui da Kunming con un bus (partenza dalla South Bus Station) che per 79Y ciascuno ci ha portati a destinazione in quattro ore circa: le strade dello Yunnan mi hanno stupita, pensavo di trovare la solita mulattiera che in questi casi non manca mai e invece mi sbagliavo!

A Jianshui la stazione dei pullman si trova poco fuori dal centro della città vecchia, quindi una volta arrivati bisogna recuperare un mezzo di fortuna o un taxi: nel nostro caso abbiamo optato per un carretto a 20Y in due, visto che i taxi ci avevano proposto delle cifre folli.

Mezzi di trasporto a Jianshui, Yunnan. Cabiria Magni
Il nostro mezzo di trasporto per il centro

La vecchia Jianshui è bellissima.

La prima cosa che abbiamo fatto dopo aver mollato gli zaini nella guesthouse è stata quella di andare al “visitor centre” e comprare un biglietto cumulativo per i cosiddetti imperdibili, ovvero il tempio di Confucio, i giardini della Signora Zhou e le grotte delle rondini.
[Costo dell’operazione: 133Y a testa. Calcolate mezza giornata per vedere il tempio e i giardini, e un’altra mezza giornata per le grotte.]

TEMPIO DI CONFUCIO
I fiori di loto del tempio di Confucio, Jianshui. Cabiria Magni
I fiori di loto del tempio di Confucio, Jianshui

Risale alla fine del 1200 e ve lo consiglio oltre che per l’atmosfera ovattata che si respira nei suoi giardini anche per l’immensa distesa di fiori di loto che ricopre il laghetto al suo interno: la più grande che io abbia mai visto finora.
C’è da restare a bocca aperta, davvero, avrei pagato per vedere la faccia che ho fatto davanti a quella meraviglia.

GIARDINI DELLA SIGNORA ZHOU
I cortili dei giardini della Signora Zhou. Cabiria Magni, Cina
I cortili dei giardini della Signora Zhou

Sono stati progettati per una ricca famiglia di mercanti nella seconda metà del Diciannovesimo secolo, e sono formati da un insieme di cortili collegati tra loro: è bellissimo camminare tra i vialetti fioriti e scoprire le sale che si aprono man mano ai lati, regalando scorci che sembrano rubati ad un acquerello antico.
C’è un buon profumo di legno, di quelli che ci si ferma volentieri ad annusare con gli occhi chiusi, e c’è anche un piccolo albergo (non propriamente cheap), che riesce miracolosamente a non disturbare la quiete del luogo.

GROTTE DELLE RONDINI
I colori psichedelici delle grotte delle rondini, Jianshui. Cabiria Magni
I colori psichedelici delle grotte delle rondini

Si tratta di un sistema grotte calcaree attraversato da un fiume sotterraneo, dove le rondini vanno a riprodursi (ogni anno l’8 di Agosto si celebra la festa dei nidi, dov’è possibile raccogliere gratuitamente i nidi caduti: calcolato che a Hong Kong i nidi sono venduti a circa 200$ l’uno, potrebbe essere un buon affare capitarci quel giorno); le abbiamo raggiunte con un’auto privata al costo di 200Y in due, andata e ritorno, e una volta arrivati sul posto ci siamo aggregati a scrocco ad un tour guidato cinese: ovviamente non abbiamo capito nulla delle spiegazioni, ma è stato utile perchè al nostro passaggio la guida accendeva i riflettori per illuminare le rocce, che altrimenti si sarebbero viste ben poco. Le luci sono coloratissime, parecchio kitsch, ma gli “ooohhhhh” di stupore del gruppo alla vista della stalattite di turno sono tra quelle cose che rallegrano un’intera giornata, quindi va bene così.
Subito è scattato il confronto con l’Underground River di Palawan, dove invece di luci neanche a parlarne: probabilmente se ci fossero ne guadagnerebbe in suggestione, i filippini dovrebbero pensarci (magari con colori più tranquilli).

Dall'alto della Torre Chaoyang, Jianshui. Cabiria Magni
Dall’alto della Torre Chaoyang

Questo per quanto riguarda il cosiddetto “cosa vedere a Jianshui”, al quale magari aggiungiamo anche la Torre Chaoyang, una torre di pietra rossa posta all’inizio della città vecchia, dov’è possibile salire per guardare la città dall’alto, gironzolare per il museo e scattare foto a tradimento: lì sotto si radunano parecchi vecchini per giocare a carte, a dama e a una specie di domino, ma anche per cantare e darsi ai balli di gruppo. Inutile dire che mi hanno ipnotizzata.
Nella torre c’è anche un negozietto che vende the (the Pu’er, il famosissimo the dello Yunnan) e teiere, ma come potete immaginare in paese costa molto meno.

Jianshui per me però è stata soprattutto l’occasione per andare oltre quel muro contro il quale mi ero scontrata fino a quel momento, quando provavo a relazionarmi coi cinesi: è forse questo il ricordo più bello che mi sono riportata a casa, lo dico senza retorica.
I ricordi più belli dei miei viaggi sono sempre legati al volto di una persona.

Per le vie di Jianshui. Cabiria Magni
Per le vie di Jianshui

In questo caso sono legati a quello della signora della guesthouse, che dopo le difficoltà iniziali ci ha preso del gran gusto a scrivermi sul cellulare le raccomandazioni più disparate, come quella di coprirmi bene la sera perchè fa sempre un po’ freschino.

Oppure a quello del driver che ci ha accompagnati alle caverne delle rondini, che dopo un viaggio di totale mutismo da sembrar quasi scorbutico, si è fatto trovare ad aspettarci con un sacchetto di giuggiole, perchè iniziava ad essere tardi e non avevamo ancora pranzato.

O a quello della ragazza che abbiamo trovato in guesthouse prima della partenza: saremmo dovuti andare in Vietnam in autobus, ma quando ci siamo presentati alla stazione ci hanno detto che quel giorno l’autobus non sarebbe partito (meh); tornati alla guesthouse per riorganizzarci, abbiamo incontrato questa ragazza che ci ha suggerito di prendere il treno, e che ci ha cercato orari e costi, quasi senza parlare inglese.
Quello screenshot in stazione ci ha salvato la vita e vi dirò di più: se da Jianshui dovete andare a Hekou per poi entrare in Vietnam, lasciate perdere l’autobus, andate in treno, è più veloce e costa meno [2h20 di viaggio per 59Y in due, in autobus invece ci vogliono almeno 3h, ma sul prezzo non saprei: la guida dice 70Y a testa, ma non ho verificato di persona].
E soprattutto, anche se si tratta dell’ultimo dei regionali, i posti sono numerati, così tutti quanti stanno comodamente seduti: capito Trenord?

9 pensieri su “Yunnan: un viaggio a sud delle nuvole – parte 2, Jianshui”

  1. Ahahhahahaha l’annotazione finale a trenord é bellissima!

    Era da un po’ che non passavo di qui e ritrovarti é sempre bellissimo.
    ecco il tempio di Confucio é quel qualcosa che potrebbe incantarmi e farmi innamorare pazzamente con quella splendida distesa di fiori e la calma che traspare dalle foto.

    Per i problemi linguistici io ne ho avuti di discreti anche in Vietnam soprattutto ad Hanoi ma alla fine in un modo o nell’altro ci siamo sempre capiti.

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  2. Cabiriaaaaaaaaaaaaaaaaa!
    I giardini della signora Zhou… dove sono?
    C’è un divieto che non permette di fotografarli?
    Volevo sognare ed inebriarmi di profumi, ma continui a pubblicare foto coloratissime di separè legnosi…
    Bello, ancora grazie per la possibilità che ci dai di viaggiare seduti davanti a ‘sto coso che ci sganscia la vista…
    你好 – nǐ hǎo

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  3. Ciao Cabiria,
    che bei posti! Non sono mai stata in questa parte della Cina. Che belle immagini e che bella esperienza!
    I fiori di loto sono fra i miei preferiti, anche io sarei rimasta a bocca aperta con gli occhi luccicanti.
    A presto,

    Eliana

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