Oggi lascio scrivere Tiziano Terzani e mi metto a leggere pure io.

Citazione

Sì, perché questo post non è altro che una citazione, mi piace iniziare la settimana così: lascio parlare lui.
Ecco come mai mi piace tanto vedere l’Asia coi suoi occhi.

Tiziano Terzani. Photo credits: http://www.nobordersmagazine.org/

Macao, Aprile 1987

“Se la storia avesse un odore sarebbe quello di questa città all’alba, quando le chiese son deserte e le case da gioco ancora affollate, quando i mendicanti si levano dalle panchine del lungomare e le coppie infreddolite guardano nelle vetrine dei prestasoldi gli orologi, le catenine d’oro, le penne stilografiche lasciate in pegno e perse da altri giocatori.

Dall’alto dei loro piedistalli, eroi e santi di pietra puntano le loro spade e le loro croci occidentali contro il cielo d’Asia che si rischiara. Dai templi cinesi si levano zaffate d’incenso e mormorii di preghiere. Sulle acque giallastre della baia, dove sfocia il Fiume delle Perle, scivolano giunche di legno a vele spiegate.

L’alba a Macao non è l’inizio di un nuovo giorno, ma solo un momento nell’eterno avvicendarsi di oscurità e di luce, come l’alternarsi del rosso e del nero nelle ruote delle roulette che qui non si fermano mai. Sul labirinto di misere catapecchie cinesi e cadenti ville portoghesi si erge, imponente, la chiesa di San Paolo.

Non resta che la facciata, ma proprio quella, con le sue finestre come occhi ciechi contro il vuoto, è il monumento più espressivo a tutte le grandiose speranze del passato e il simbolo più calzante del loro fallimento.”

Tiziano Terzani, In Asia

Il mistero della fotografia

Citazione

«Eravamo a Parigi, Bill (William Eggleston ndr) e io.
Su una panchina vicino alla Torre Eiffel.
Vedo un cestino della spazzatura trasparente, arancione, con dentro una lattina di Coca-Cola attorcigliata. Penso, è una foto di Eggleston.
Bill e io abbiamo al collo la stessa macchina fotografica, con la stessa pellicola. Lui si volta, guarda, scatta. Una volta sola. È la mia occasione: posso fare una foto di Eggleston. Originale.
Scatto una, tre, cinque volte. Sei, per essere sicuro.
Torno a casa.
Guardo i provini.
Non funziona. Mai stampata.
La foto scattata da Bill? Era al posto d’onore alla sua mostra della Fondazione Cartier.
Un capolavoro.
Come mai? Non lo so. È il mistero della fotografia».

Juergen Teller