Sei arrivato in anticipo: tutto tuo padre.
Il resto però prendilo dalla mamma, eh, te lo dice una che vuole bene come ad un fratello a quel signore che ti avrà già detto un centinaio di volte “su le mani!”
Oggi la parola che racconta poteva essere solo una: Edoardo.
Nei pochi giorni passati in Cambogia mi sono imbattuta in un’altra caratteristica comune a tanti, oltre al famoso sorriso.
Oggi la parola che racconta è FAME.
Non sto parlando della fame urlata dallo stomaco, no, i cambogiani si cucinano a qualsiasi ora del giorno e la fame quella vera l’hanno provata quand’erano costretti a mangiare pure le foglie, se proprio volevano mettere sotto i denti qualcosa.