Edoardo

Eccolo!

Sei arrivato in anticipo: tutto tuo padre.
Il resto però prendilo dalla mamma, eh, te lo dice una che vuole bene come ad un fratello a quel signore che ti avrà già detto un centinaio di volte “su le mani!”

Oggi la parola che racconta poteva essere solo una: Edoardo.

Edoardo che tuo papà ti voleva chiamare Schwarz, solo perché di cognome fai Negri (l’ho detto che quest’uomo sarà la tua croce) e invece per fortuna l’hanno gambizzato mentre stava mettendo piede all’anagrafe: se non altro sai già che c’è qualcuno lassù che ti ama, e queste sono le consapevolezze che rendono la vita migliore.

Questo è l’inizio, perché presente quando ti chiedono: “Ho una buona notizia e una cattiva, quale vuoi sapere prima?” Ecco, io ti ho sparato subito la cattiva, che almeno non ci si pensa più.

Hai l’handicap di partire con un papà un po’ così, prendiamone atto, non si può pretendere di avere la strada sempre in discesa da queste parti, ognuno c’ha la sua sòla e a te ne è toccata una grossa: su questo tutti d’accordo.
In caso di bisogno però fai un fischio, che la finta zia con questo soggetto ci ha a che fare da un po’ di anni e magari qualche dritta te la può dare, che la tua mamma di sicuro è di parte, santa donna.

Beh, adesso passiamo alle cose belle però!

Sai che il tuo onomastico è il 13 ottobre e io il 13 ottobre ci sono nata?
Ho da sempre un rifiuto per gli onomastici, forse perché non ne ho mai avuto uno (e qui non è come il cane che chiedi alla mamma se te lo compra: o ce l’hai o fai senza); tu sarai l’unica persona cui mi ricorderò sempre di fare gli auguri: son fortune, eh?

Ti starai dicendo: di male in peggio, le brutte notizie dovevano essere finite, e invece.
E invece pure la finta zia è suonata, forse Schwarz era il minore dei mali.

Ma io lo so che sei sportivo e nutro grandi aspettative: puoi sopportare tutto questo (nel caso vai tranquillo, che con le zie quelle vere ti va molto meglio).

Edoardo che vuol dire “colui che vigila sulle ricchezze”.
Hai una bella responsabilità, che qui non si parla dei gioielli di famiglia (tuo papà di sicuro su questa ci piazza la battuta scema, ma l’ho fatto apposta: così si sfoga e noi stiamo tutti più sereni).

Di cosa si parla, ti starai chiedendo.

Beh, io di anni ne ho quasi trentadue e sto ancora cercando di capire cosa sono queste ricchezze, diciamo che per ora mi sono fatta giusto un’idea.

Quello là diceva che “si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare cattivo esempio”: ecco, io di cattivi esempi ne ho una sfilza, c’è solo da scegliere, quindi ai buoni consigli ci rinuncio, ma forse ti faccio un favore, che le cose migliori sono quelle che si imparano sulla propria pelle, per strada.

Ti faccio solo un augurio, Edo, l’augurio di riconoscere quelle ricchezze di cui si parlava ad ogni angolo che giri, in tutto quello che ti salta davanti agli occhietti.

Ti auguro di saperti meravigliare delle cose che di solito non gliene frega niente a nessuno e ti auguro di sapertele portare in giro anche quando non hai le tasche.

Ti auguro una strada tortuosa e bella impolverata, dove si respira la vita quella vera e dove succede che tossisci per lo smog.

Ti auguro di non aver voglia di chiedere passaggi se non per fare un pezzo con qualcuno che davvero merita quello che di più prezioso una persona possiede: il proprio tempo.

E ti auguro di consumare le scarpe fino a quando decidi di togliertele, perché alla fine è più bello così.

Buona strada, Edo!
Che ormai sei partito pure te e vedrai che è un attimo a prenderci gusto.

“Into the Wild” photo credits: Emile Hirsch

7 pensieri su “Edoardo”

  1. Non conosco il piccolo Edoardo di cui parli, nè i genitori. Posso solo dire che è un bellissimo augurio e non avresti potuto scrivere nulla di più tenero e bello 🙂

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  2. Certo che tra un padre così e una zia così… poveraccio! 😉
    Fortuna che c’è la madre (che non conosco… ma se sopporta il Negri dev’essere per forza una santa!)

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