Cronologico

La riflessione di oggi è sul tempo.

Avevo già abbozzato qualcosa parlando di cornici sul vuoto, ma poi la parola cronologico mi è rimbalzata addosso e si è messa a raccontare.

Non so cosa ne pensiate, ma personalmente non la trovo molto bella; provate a ripetervela: cronologico.
Ha quasi un che di militare, è dura, schiocca in bocca come un colpo di tacco in fondo ad una divisa.

Come se fosse scontato che il tempo abbia una sua logica indipendente da tutto il resto.
Eh, un momento.

Quando noi occidentali pensiamo al tempo, pensiamo ad una linea retta: inizio, durante, fine.
Pulito, non si scappa, segui il tracciato, magari ti ci fai pure trasportare e tutto a posto, da qualche parte arriverai e forse te ne frega fino ad un certo punto.
Facile.

Ma non mi sta troppo bene.

Pare quasi che in questo tracciato siamo spettatori impotenti di uno show animato da altri, e come tanti soldatini in marcia ci avviamo verso una fine che quando arriverà saremo finiti pure noi e neanche ce ne accorgeremo, da brave comparse.

Ora io sarò di parte, ma il concetto orientale del tempo è ben diverso.

Il tempo circolare.

Disturbo per l’ennesima volta il buon Tiziano Terzani, che sarà anche stufo di correre in aiuto, ma lui è uno che di Oriente ci capisce.

“L’inizio è la mia fine e la fine è il mio inizio. Perché sono sempre più convinto che è un’illusione tipicamente occidentale che il tempo è diritto e che si va avanti, che c’è progresso. Non c’è. Il tempo non è direzionale, non va avanti, sempre avanti. Si ripete, gira intorno a sé. Il tempo è circolare. Lo vedi anche nei fatti, nella banalità dei fatti, nelle guerre che si ripetono. “

Bene.

Non stiamo ora a scomodare i pitagorici, Sant’Agostino, i principi di Buddismo o Induismo, che quello che ci interessa qui è la vita vera, le teorie uno se le legge quando gli pare.

La ruota del Dharma non è una fregatura, è una benedizione (questo link è per farla molto breve per chi sulla ruota ne volesse sapere di più, ma cliccate con la consapevolezza che state andando ad aprire un vaso di Pandora).

Se ci si pensa, il tempo circolare è quello che dà l’opportunità di mettersi in gioco davvero.

Vai, fai, sbagli perché è inevitabile e prendi una mazzata dal Dharma che ti ributta in carreggiata, così ricominci con quel bernoccolo che al prossimo giro ti fa imboccare il sentiero giusto.

Come quando da bambino ti dannavi con Super Mario, o come me con Super Sonic: quante legnate sto povero riccio (o era un’istrice?), ma quando perdevi la vita e ripartivi, poi sapevi benissimo come fregare il Dottor Robotnik.

Il tempo circolare è quello della speranza, dell’azione dell’uomo, del miglioramento, del metterci del proprio.

Il tempo lineare è quello della logica imposta, è rigido e puzza un po’ di rassegnazione, per come la vedo io.

Per come la vedo io la logica non dev’essere quella esterna dell’orologio, la logica è quella intima, dell’anima, il tempo da seguire è quello interiore, quello incerottato per colpa del Dharma, giusto per intenderci.

Ora mi direte brava, poi però la mattina punti la sveglia, prendi la metropolitana e vai al lavoro. La sera esci all’ora che ti dicono loro e ti ritrovi alle prese con mille scadenze che non gli puoi raccontare che la ruota c’ha i suoi tempi.

Vero, ma secondo voi sono quelle le cose cui personalmente dò importanza?

Una volta che ti concentri sul tuo tempo interiore, quello che ti viene imposto continua a scorrere e per forza di cose continui a farci i conti, ma attenzione, cambia la prospettiva ed è questa la cosa che fa la differenza.

Una volta che metti al primo posto il tempo dell’anima, quello dell’orologio rimane dietro.
Così gli dai il contentino, lo assecondi perché devi pure sopravvivere in un qualcosa che ha una parvenza di società, ma poi finisce lì.
Non gli permetti di prendersi anche dello spazio e lo lasci lavorare dietro le quinte: scivola senza grattare.

Così tu ti puoi dedicare a ciò che conta davvero e quando il treno è in ritardo e la folla è inferocita, tu apri il tuo libro col sorriso e ti rilassi, perché quello è tutto tempo che hai in più per la tua anima.

E ringrazi di averlo ricevuto così, come un bel dono inaspettato.

14 pensieri su “Cronologico”

  1. Proprio oggi leggevo di Zanzibar e del loro “Pole Pole” che non è altro che un incoraggiamento ad andare piano, a godersi il tempo pienamente. E poi leggo il tuo pezzo.
    Parliamo di due posti diversi, due culture completamente agli antipodi, eppure entrambe le popolazioni pare che sappiano vivere meglio di noi, apprezzando ogni singolo momento, godendo dei ritardi senza farne un dramma, senza frenesia, senza avere sempre alla mente quell’orologio immaginario che ci siamo creati da soli e di cui non riusciamoa disfarci.

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    1. Secondo me la risposta è una sola: tutto è connesso; ecco perchè culture che sembrano tanto distanti alla fine vivono secondo gli stessi principi.
      Noi questa connessione un po’ l’abbiamo persa in favore dell’artificio, abbiamo perso banalmente il contatto, il sentire fisico della terra che abbiamo sotto i piedi, ad esempio.
      Mi è rimasta impressa un’immagine di Terzani (lo so, sono noiosa) che si chiede quanti siano ancora in grado di stupirsi davvero di un filo d’erba che cresce: secondo me neanche ce ne accorgiamo, figurati stupirsi!
      E’ il lavoro di una vita 🙂

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  2. Io concordo e aggiungo che bisogna vivere! E qui in pochi lo sanno fare… Io non sapevo sfruttare il mio tempo, che come dici tu, è personale, serve a crescere ed arricchirci. Io lo spreco facendo lavori per gli altri, io lo sprecavo facendo tutto quello che volevano gli altri. E’ un discorso bellissimo il tuo.
    Poi parli di oriente… Che mi affascina e non so nulla. Da dove posso iniziare? Hai consigli?

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    1. Io non ho consigli, posso dirti quello che ho fatto e sei proprio tu a darmi lo spunto, nella tua ultima riga: dai spazio a quello che ti affascina.
      Non sai nulla di Oriente? Leggi tutto quello che puoi, parla con qualcuno che ne sa, lasciati avvicinare da quello che ti attira e magari l’anno prossimo sei tu quello che sta per partire per l’Asia!
      E intanto io ti mando notizie da là, che ormai manca poco, in modo da farti venire ancora più voglia di prendere quell’aereo 🙂

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      1. Perfetto, poi quando tornerai faremo anche due parole al riguardo!!! BUON VIAGGIO!!! Aggiornaci piano piano, io ci tengo! Credo anche gli altri!

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      2. Contaci! Sulle due parole (ma anche di più) e sugli aggiornamenti live (che dò fastidio pure da altri fusi orari) 😉
        Sei troppo carino, grazie!!!

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  3. Giorni fa ho scritto un post proprio sull’argomento, mi farebbe piacere che lo leggessi e mi dicessi che ne pensi…
    Il tempo, in effetti, è circolare, perchè in natura scorre attraverso ciclicità ben definite e costanti… siamo noi, noi occidentali come sottolinei bene tu, ad averlo trasformato, ad averlo falsificato per adattarlo alla società utilitaristica e un po’ priva di senso che ci siamo costruiti intorno…
    Ti aspetto, se hai voglia…

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  4. Gran pezzo!
    Non credo verrà capito da tutti, viviamo in una società iper-materialistica, e accettare certe verità non è facile, per alcuni è proprio impossibile.
    Io, se posso, allargo il concetto, e ti dico che l’Anima non ha tempo e non ha spazio, come dici tu senza scomodare religioni o filosofie, l’Anima è una cosa pura e se viene nutrita con l’entusiasmo (esempio bellissimo e calzante il sorriso e l’apertura del libro come risposta al ritardo del treno), la sua evoluzione e crescita è continua e inarrestabile.
    Bravissima!!! 😀

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    1. Ti ringrazio Cristiano!!!
      Questo commento è una di quelle cose che vanno ad arricchire il tempo dell’Anima, se l’Anima un tempo ce l’ha (molto interessante la tua osservazione, ci lavoro!), e che contribuisce a tenere sempre vivo quell’entusiasmo che è verissimo fa la differenza.
      Grazie ancora! 😀

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