Demoni al Pura Goa Lawah, Bali. Cabiria Magni

Su di me, e sulle figure mitologiche del web

Tante volte mi chiedono che faccio nella vita, visto che sono sempre in giro.

Mi piacerebbe dire che sono una di quei nomadi digitali che affollano la rete, o magari che lavoro sotto una palma, ma in realtà sto dietro una scrivania.
Il lato positivo è che non rischio di prendermi un cocco in testa, che ho già i miei problemi.

Spesso questa scrivania mi sta stretta, come capita a tanti, e appena posso scappo via, viaggio: le avventure non me le sono fatta mancare mai, ci ricasco sempre.
Incastro i giorni di ferie con la mia voglia di partire: non è facile, ma la buona notizia è che si può.

Sono fortunata.
Ogni tanto me lo ripeto, non per convincermi, ma perché certe cose secondo me si dimenticano in fretta.

Questa settimana mi sono fermata un po’ a pensare a queste certe cose, non perché ci fosse un’occasione particolare, ma perché ogni tanto devo: sono in lotta perenne con il brutto vizio di correre avanti, che spesso mi fa perdere il gusto di quello che mi circonda.
Così quando me ne accorgo rallento, e guardo il panorama.

Nel panorama c’è anche il mio blog, per forza.

Ho iniziato a scrivere qui sopra nel 2012, quando sono partita la prima volta per Bali, da sola: un diario fa compagnia, no? Mi leggevano i miei parenti e qualche amico volenteroso.
Qui sopra ho trascritto la mia Australia, e anche quella forse l’hanno letta in due (grazie mamma e papà), ma non è mai stato un problema: scrivo perché mi piace farlo.
Ma forse scrivo anche perché parlo poco.

Adesso siete un po’ di più a leggermi, e se per caso capita che qualche volta non ci siete proprio tutti (che so, uno ogni tanto deve anche andare in bagno, per esempio), qualche domanda me la faccio, un po’ ci penso.

Tante volte mi chiedo se vale la pena continuare a stressarvi con tutti questi link, che dopo un po’ uno si stufa, ma quando ci penso arriva un messaggio di qualcuno che mi fa capire che sì, ne vale la pena, per mille motivi.
E allora smetto di immaginarmi che magari quei famosi che sono andati in bagno lo hanno fatto per colpa mia.

Ma soprattutto penso alla cosa più importante: mi piace scrivere, la risposta me la sono già data da sola, il resto conta poco.

Di recente ho ricevuto una mail imbarazzantissima: mi hanno chiesto come ho fatto.
Non ho capito come ho fatto a fare che, queste cose si chiedono a qualcuno che davvero ha fatto qualcosa:

“Signor Watson, come ha fatto a scoprire il DNA?”
“Vede signorina, ero a pranzo col Signor Crick e un fusillo mi ha ispirato.”

Così ha senso, non prendiamoci in giro.

E qui veniamo alla seconda cosa che volevo dirvi, che ogni tanto ci rifletto: la rete è abitata da tante figure mitologiche, ma la realtà è un altro paio di maniche e non è male ricordarselo ogni tanto.
Vi faccio un esempio su di me, che sono abbastanza ferrata.

Sono una che per lo stress è capace di farsi venire una dermatite, e sono anche piuttosto brava.
Sono una che dorme cinque ore a notte, e per il resto del tempo schizza in giro come una pallina nel flipper, spesso a vuoto.
Sono una che non si accontenta mai.
Sono una che fa dieci cose insieme, così magari ne canna nove.

A quanto pare sono anche una che sa fare autocritica, ma non è questo il punto.
Il punto è che se non vi dico che mi sono alzata coi capelli in piedi è perché penso che non ve ne possa fregare di meno, ma mi ci alzo comunque (tutte le mattine).

Il punto è che, notiziona, le cose succedono anche fuori dal mondo della rete, quindi prendiamo un po’ con le pinze quello che vediamo qua sopra, perché lo schermo è un filtro potentissimo.

Ecco, ci tenevo a dirlo perché non è il caso di idealizzare il primo sconosciuto, forse è il caso di riservare quelle energie a noi stessi.

Anzichè creare figure mitologiche, perchè poi le creiamo noi, riprendiamoci un po’ di praticità, e magari anche una bella dose di faccia tosta: basta questo per trasformare una giornata un po’ così in una bella giornata, sta solo a noi, provare per credere.

E a collezionare belle giornate c’è sempre da guadagnarci.

40 pensieri su “Su di me, e sulle figure mitologiche del web”

  1. Come al solito sono in ritardo …
    Comunque, bel post. Il motivo per cui ho CONTINUATO a leggerti è il fatto di aver avuto fin da subito la percezione (ovviamente filtrata dal web) di avere a che fare con una persona “normale”. Non prendere questo termine come un’offesa perché in realtà io lo intendo in tutt’altro modo. In un mondo in cui tutti sono fenomeni e si ritengono geni incompresi è bello avere a che fare con una persona che riconosce i propri difetti e ci sa pure ridere sopra. Denota una notevole intelligenza.
    Per me puoi pure continuare così, un lettore lo troverai sempre. ;o))

    P.S. Niente dermatite, ma io vado da anni dal fisioterapista. Mi piace raccontarmi che la causa sia lo sport che pratico in maniera compulsiva da sempre, ma la verità è un’altra …

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    1. E come al solito è un bellissimo commento 🙂
      Ti ringrazio Marco, normale in effetti è un parolone, però sì, diciamo che di supereroi qui non ne sono mai passati.
      Confesso che la dermatite va un po’ meglio perchè ho imparato a rallentare un po’ e alle volte anche a fregarmene…devo ancora migliorare, ma vedo che c’è speranza. Che ce ne sia anche per le tue sedute dal fisioterapista? Sono convinta di sì!
      Grazie per la tenacia nella lettura!

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      1. “Sono una che per lo stress è capace di farsi venire una dermatite, e sono anche piuttosto brava. (o anche mal di stomaco, herpes ecc..)
        Sono una che dorme cinque ore a notte, (ma anche 4..) e per il resto del tempo schizza in giro come una pallina nel flipper, spesso a vuoto. (tutti i giorni 120 km tra auto e treno avanti e dietro tra marche e romagna, palestra,casa..)
        Sono una che non si accontenta mai. (….eggià…)
        Sono una che fa dieci cose insieme, così magari ne canna nove. (aggiungerei di notte perché non ho altro tempo a disposizione….)”

        “sto dietro una scrivania…e pesso questa scrivania mi sta stretta”

        “sono in lotta perenne con il brutto vizio di correre avanti, che spesso mi fa perdere il gusto di quello che mi circonda” (mi viene sempre criticato)”

        e..potrei continuare….

        dico davvero…più leggevo e più sgranavo gli occhi…

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  2. “Dannata” scrivania che spesso ci sta stretta 😉 vere le tue parole e sincere, per questo il blogm mentre si racconta di viaggi racconta di noi stesse, di ciò che siamo e sognamo 😉 ti auguro di viaggiare il più possibile e di avere vita reale e “virtuale” super emozionante ! Buoni viaggi Monica – I Viaggi di Monique

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  3. Cabi, potrei scrivere che sembri me o io sembro te e sarebbe superfluo perche’ alla fine ognuno di noi ha una vita vera, quasi sempre meno affascinante ma piu’ concreta, dietro quella edulcorata (x forza di cose) del web e dei viaggi… il bello di leggere certi blog (ed e’ questa la differenza sostanziale x me) e’ che la persona dietro il viaggio riesci a vederla lo stesso x quello che e’!!
    Ecco quando ti leggo e’ cosi’ e mi piace..

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    1. Grazie Simona, per me è lo stesso!
      Anche io cerco la persona oltre il racconto, ma forse noi lo facciamo perchè sappiamo “come funziona”, passami l’espressione un po’ così.
      Questo pezzo l’ho scritto in seguito all’ennesimo messaggio di una persona che mi credeva Tomb Rider, cosa che invece non è, e allora mi è sembrato bello rimettere tutti sullo stesso pianeta, sicuramente è più sano!! (E comunque io leggo te per lo stesso motivo, sallo!!)

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  4. “Sono una che per lo stress è capace di farsi venire una dermatite, e sono anche piuttosto brava.
    Sono una che dorme cinque ore a notte, e per il resto del tempo schizza in giro come una pallina nel flipper, spesso a vuoto.
    Sono una che non si accontenta mai.
    Sono una che fa dieci cose insieme, così magari ne canna nove.” e
    Leggevo e mi veniva da ridere perché sembri me qui: non mi viene la dermatite ma in compenso ho una contrattura che persino il fisioterapista mi ha detto che in 10 anni che lavora non l’ha mai vista nemmeno ad un uomo che alza pesi tutto il giorno -.-‘
    Per il resto mi é piaciuto molto quello che ha scritto 🙂

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  5. Ciao Cabiria.
    Amici comuni (Andrea ping pong su tutti…) e tante altre cose.
    Sai che ti leggo, spesso e volentieri.
    E retwitto.
    E condivido.
    Ma mai come questa volta penso di avere capito perchè, ogni qual volta incrocio qualcosa che ti riguarda, cerco di trovare 5 minuti per leggerlo.
    Grazie.
    Anche perchè sta succedendo anche a me, e se non fosse che io invece penso proprio sia lo scopo della mia e della vita in generale (ma lo diceva già il maestro Socrate…) ( la divulgazione, ovvero raccontare ciò che si sa, meglio se gratuitamente…) a volte sono proprio stufo di chi pensa di essere chissà che.
    Sii felice…

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    1. Grazie Ernesto!
      Andrea è sempre di mezzo 😉
      A parte gli scherzi, mi fa piacerissimo ricevere il tuo commento, ma mi fa ancora più piacere rubarti quei 5 minuti…grazie davvero!
      Mi piace raccontare, difficilmente riesco a stare zitta quando si tratta di parole scritte, ma l’importante è ricordarsi che di miti ce ne sono già fin troppi, e che tante volte quelle che mancano sono le persone in carne ed ossa.
      Sono fortunata, lo ripeto, perché una di quelle mi ha appena scritto.
      Un abbraccio!

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  6. Mi piace questo mettersi a nudo. E’ una riflessione sull’essere e l’apparire nel web che mi capita di fare ultimamente quando incontro persone che pensano che sia sempre felice e pieno di lavori solo perché posto belle notizie o metto foto carine. Credo siano tutte proiezioni dei desideri altrui, invidie, bisogni o chessò io…al di là delle teorie – è lunedì mattina e l’unica cosa a cui penso è il pranzo e andare a vedere l’ultimo di Miyazaki sta sera – concordo con te 🙂

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    1. Sì, la penso uguale. Uno poi sceglie di leggere le situazioni che trova in rete come gli pare, ma non è una brutta idea ricordarsi che ci sono dei filtri, sempre.
      Pure io ho fame, sai?
      😉

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  7. Stefy stava leggendo. Sorrideva. Io ho iniziato subito dopo.

    Ogni tanto arrivano queste domande esistenziali e niente, dobbiamo pensarci. Poi la risposta è sempre la stessa: mi piace. E ne ho bisogno. E mi piace farlo così. Punto. Non so bene per quale motivo (sarà la prossima domanda!) ma tant’è!

    E poi vivere oltre, che in fondo come dici tu, non è poi così male 😀

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    1. Grazie Lucia!
      Beh, siete in Giordania e vi ho fatte sorridere: ci sono i presupposti per montarmi la testa, io ve lo dico!
      Io continuo a domandarmi, e a scrivere, nel frattempo.
      Un abbraccio 🙂

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  8. E fai bene a scrivere, brava!! Meno male pero’ che esiste anche il mondo reale e ogni tanto ci permette di vederci e confrontarci di persona. Senno’ il
    virtuale non avrebbe senso. A prestissimo Cabi!

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    1. Vero Susanna 🙂
      Il mondo virtuale è servito a conoscerci, ma vuoi mettere poi col ramen mangiato insieme? O con la fiorentina (ecco, ho fame adesso)…insomma, bilanciamo!!
      A prestissimo sì, ormai manca poco.
      Un abbraccio!

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  9. “Il punto è che, notiziona, le cose succedono anche fuori dal mondo della rete, quindi prendiamo un po’ con le pinze quello che vediamo qua sopra, perché lo schermo è un filtro potentissimo.”

    L’importante è fare in modo che quel che siamo nella realtà rispecchi quel che siamo qui, no? 🙂
    Bel post.

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