Lodi garden delhi

Delhi in dieci (s)punti: inizio così

Se mi chiedessero di definire Delhi con un aggettivo direi “piena”, senza pensarci troppo: è un gran casino.

Chandni Chowk Road Old Delhi
Chandni Chowk Road

Piena di gente, vero, ma non è a questo che mi riferisco: Delhi è soprattutto piena di spunti, perché quel gran casino, anche se può sembrare paradossale, fa pensare.

Mi sono fermata per cinque giorni ed eccoli i miei dieci spunti, così come li ho raccolti per strada, che il tempo per pensare non è mancato e che magari tornano utili se decidete di andare a fare un giro da quelle parti.

Chandni Chowk market
In ogni città che si rispetti c’è un mercato che fa chiasso e credo che l’India in questo sia imbattibile.
Siamo in Chandni Chowk Road, la strada principale di Old Delhi: camminate nel mercato che si sviluppa lungo questa via e lasciatevi trasportare dalla folla (non che ci siano molte alternative).
Il mio primo incontro con Delhi è stato proprio qui, ed è una cosa, magari un tantino traumatica, che mi sento di consigliare a tutti: non credo esista modo migliore per prendere le misure ad una città.
Chi sopravvive, poi, si gode anche tutto il resto.

Gurudwara Sis Ganj
Siamo sempre in Chandni Chowk Road, alle prese con la vecchia Delhi.
Sono entrata in questo tempio sikh dopo aver abbandonato le scarpe al deposito, le calze invece le ho infilate in tasca: è una cosa che faccio sempre, ma so che c’è chi preferisce tenerle ai piedi. Ecco, nei templi sikh forse non è il caso, visto che prima di entrarci bisogna immergere i piedi in vasche d’acqua profonde quel tanto che basta per inzaccherarsi.
Nello specifico di questo tempio, il fastidio è dato più che altro dalla moquette che tappezza gli scalini all’entrata e che poi va a ricoprire tutta la sala principale: costantemente umida, genera quella fragranza di cane bagnato che può non piacere.
Garantisco però che una volta superato l’impatto iniziale, se vi mettete in fondo a guardare in giro e ad ascoltare i canti, è un vero spettacolo.

Gurudwara Sis Ganj Sikh
Gurudwara Sis Ganj

Humayun’s tomb
Stavolta siamo in New Delhi, e questa tomba pare sia uno dei fiori all’occhiello della città: si tratta di una serie di edifici costruiti in occasione della sepoltura dell’imperatore Humayun, oltre che un bellissimo esempio di architettura moghul.
Perché ci sono andata?
I ragazzi di Delhi me l’hanno presentata come l’opera che ha ispirato la costruzione del Taj Mahal, che, a detta loro, a confronto è venuto pure maluccio: potevo non andare a vedere?
A posteriori mi sento di confermare che in effetti di somiglianze ce ne sono, ma dire che il Taj Mahal è venuto maluccio pare quasi azzardo.
In ogni caso, che poi è quello che ci interessa qui, la tomba di Humayun merita, a prescindere da tutti i paragoni.

Humayun’s tomb Delhi
Humayun’s tomb

Lodi garden
Questo è un posto che a Delhi può rivelarsi terapeutico: è un’oasi di silenzio nella bolgia; siamo ancora in New Delhi, e il consiglio è quello di scoprire questo parco senza troppa fretta.
Portatevi un libro, qualcosa da mangiare o anche nulla, e passeggiate tra i vialetti: vi accorgerete che gli unici ammessi sono i rumori della natura, e che il fracasso della città rimane fuori.
Un piccolo miracolo.
Buttatevi perché no su un prato, e state ad osservare le famiglie che fanno un pic nic, qualche disperato che tenta un’improbabile sessione di ginnastica (mamma mia quella palla medica), o qualcuno che semplicemente si fa gli affari suoi e vi chiede che avete da fissare.
Segnalo che all’ingresso 1 ho trovato un tizio che vende un fantastico shakar gandi che mi sono presa per pranzo, ma avremo modo di parlare di questa meraviglia altrove.

Lodi garden delhi
Lodi garden

Red Fort e Qutab Minar
Vi starete chiedendo che ci azzeccano un forte e una specie di parco archeologico musulmano messi qui insieme e la risposta è semplice: entrambi li ho visti ed entrambi li eviterei, onestamente.
Quindi se non avete troppo tempo da dedicare alla città, il suggerimento è quello di passare oltre, che qui non vi perdete granché, soprattutto per quanto riguarda il Red Fort (sacrilegio): se oltre a Delhi avete in programma di vedere il Rajasthan, sicuramente incapperete in fortezze migliori, parola di incompetente.

E questo era giusto per iniziare, che buttar lì insieme tutti e dieci gli spunti mi pareva un po’ troppo, diventava lunga.
Se siete curiosi di sapere che altro mi sono segnata quand’ero in giro per Delhi, ve lo dico tra qualche giorno, se invece non ve ne frega niente… vi ho risparmiato metà della fatica, perché fin qui ci siete arrivati, eh!
Vi ho visto.

9 pensieri riguardo “Delhi in dieci (s)punti: inizio così”

  1. Anche il mio primo impatto è stato con Chandni chowk. C’è già quasi tutto lì e all’inizio è un po’ traumatico. Delhi mi è piaciuta, ma mi ha lasciato anche una sensazione di cupezza e disagio che poi non ho provato a Mumbai, per esempio!

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      1. E ti garantisco che Delhi è molto di più, ha un fascino che va ben oltre le palme e i palazzi.
        E’ una città strana e a molti non piace, è sporca, è incasinata, è viva, fino all’ultimo centimetro.
        Insomma, è da vedere!

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