Le vie del Marais, Parigi

Tornare a Parigi: i miei perchè

Non so se è un caso, ma nell’ultimo periodo mi è capitato spesso di imbattermi in persone che continuano a tornare a Parigi, anche se l’hanno già vista mille volte: beh, le capisco!
Io stessa appena posso lo faccio, è una città che non mi stanca mai, e che sembra migliorare col tempo che passa, proprio come un vino buono.

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Messa così sembra la tipica frase di qualcuno che ha poca fantasia, in effetti, ma in realtà nasconde un paio di perché piuttosto forti, almeno per me.

Innanzitutto perché quando si torna in un posto scompare la cosiddetta ansia da prestazione, quella cosa che spinge a voler vedere per forza tutto: si corre e si sfacchina mica male, ma alla fine, quello che rimane è soprattutto la fatica.
“Sei stato a Parigi e non hai visto la Gioconda?”
“E la cupola del Sacre Coeur? Non sei salito?”
Non è bello rispondere di no a domande di questo genere, diciamolo, ci si sente un po’ in difetto.

Aggiungiamo a questa seccatura il secondo perché, cui tengo parecchio: la prima volta in un posto è quella delle tappe istituzionali, che però, personalmente, mi vanno un po’ strette.
E’ come se fossero dei “contenitori di emozioni altrui”, passatemi il termine, buoni per sterilizzare l’ambiente e ripulirlo dalle brutture, per poi rivenderlo a quelli che arrivano e si aspettano di trovare proprio quello che trovano, perché c’è su tutte le guide (cit.).
Ora qui non voglio stare ad aprire vasi di Pandora che lo scopo è un altro, dico solo che per come sono io, salvo casi davvero eclatanti, questi ambienti un po’ ripuliti mi accontento di vederli sopra un libro stampato, o da qualche parte nel web. Cerco altro.

place des vosges, Paris

L’ultima Parigi l’ho amata proprio perché ho sentito che con lei ho superato quella fase iniziale dove nessuno si sbottona, ma soprattutto l’ho amata per gli incontri.
Incontri con amici che ci vivono o che ci hanno vissuto, che mi hanno mostrato degli angolini che ancora non conoscevo.

E’ grazie a Elisa che ho scoperto la cosiddetta “Little Tokyo”: se siete fan del ramen, segnatevi questa cosa perché lì lo fanno buonissimo!
Little Tokyo è un quartiere che si trova nei pressi del Louvre e della Comedie Française, in pieno centro quindi, dove davvero pare di stare in Asia. Se ci andate verso l’ora di cena, vedrete parecchia gente in coda sui marciapiedi, fuori dai ristoranti: è perché non accettano prenotazioni, e quindi non si può fare altrimenti. Di mio, vi garantisco che ne vale la pena!

Some pieces of Tokyo in Paris

Grazie a Matteo, invece, ho scoperto la zona della Bibliothèque Nationale de France, un posto dove non si capita certo per caso.
Biblioteca a parte, vi segnalo che lì vicino, lungo la Senna, c’è una serie di bar all’aperto con un’atmosfera bellissima! Se ne trovano di tutti i tipi, da quello col tavolaccio in legno e la mezza pinta di birra facile, a quello un po’ più fashion, chiamiamolo così.
Il traffico è lontano, si sentono solo il fiume e la musica: ci sono stata per un aperitivo e adesso lo sto consigliando a tutti!

E’ stata una Parigi molto lenta, insomma, con le colazioni dal panettiere, le passeggiate nel Marais, e con gli alimentari magrebini aperti ventiquattr’ore al giorno, dove ho scoperto che la mia birra preferita, la Desperados, c’è anche in versione “Fuego”.

Le vie del Marais, Parigi

Magari a qualcuno può sembrare una stupidaggine, ma secondo me sono proprio queste le cose importanti di un viaggio, quelle che fanno nascere interrogativi da portarsi appresso per una vita intera: perché diamine la Fuego non c’è anche in Italia, che stiamo a due passi?

A questo punto mi avrete anche scoperta, ecco perché torno sempre volentieri, altro che discorsi filosofici: è per la birra.

Probabilmente ho raccontato un sacco di stupidaggini, quindi rimedio con qualcosa di utile. Tra le varie ricerche, mi sono imbattuta in questo sito che ha delle buone proposte di ostelli a Parigi: se anche voi decidete di tornare per l’ennesima volta (o di andare per la prima, qui non si fanno discriminazioni), provate a dare un’occhiata e poi mi direte!

E ditemi anche della birra, magari voi riuscite a scoprire perché proprio non ce la vogliono mandare.

39 pensieri su “Tornare a Parigi: i miei perchè”

  1. ho appena portato i miei figli. era dicembre, il clima sorprendentemente mite, abitavamo in un ex quartiere operai fuori dai circuiti turistici, abbiamo camminato un sacco e visto molto ma non moltissimo però abbiamo vissuto tanto la città. è stato bello bellissimo e mi manca già tanto!

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  2. Mannaggia a te Cabiria che mi hai fatto venire un’ulteriore voglia di tornare a Parigi!
    E’ stato il mio primo viaggio “da sola” appena 18enne, dovrei decisamente tornare e vederla con l’occhio di ora.
    Non conoscevo Little Tokyo ma già so che mi piacerà!

    Splendide foto, un bacione.

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    1. Mannaggia a Parigi!!
      La fortuna è che si trovano anche tanti voli low cost, così uno non si fa troppi problemi a tornarci 🙂
      Dai, facci un pensierino, poi mi dici che te ne pare del ramen, che io solo a pensarci ho l’acquolina!

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  3. Pensa che io Parigi la lasciavo in fondo alla mia lista…poi ci sono stata e non vedo l’ora di tornare! Ma voglio farlo con il bel tempo..perchè ci sono stata d’inverno! Voglio godermi le passeggiate, i suoi localini e le sue bellezze a pieno!
    Io sono una assolutamente PRO ritorni perchè, come dici tu, “quando si torna in un posto scompare la cosiddetta ansia da prestazione” e poi anche perchè a me piace vedere cose nuove (o rivedere le vecchie) ma con un altro occhio..

    E poi la storia delle “tappe istituzionali” anche a me non va proprio giù! Quando mi dicono “sei stato lì 3 volte e non sei mai entrato a questo museo??” – come per dire “Ma non ti vergogni?” – mi incendio dentro 🙂
    Ma uno potrà vivere e vedere quel luogo come più preferisce? e soprattutto…potrà tornarci quante volte vuole? 😀

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  4. “(…) per come sono io, salvo casi davvero eclatanti, questi ambienti (i “contenitori di emozioni altrui”) un po’ ripuliti mi accontento di vederli sopra un libro stampato, o da qualche parte nel web. Cerco altro.”
    E’ per questo che mi piace quel che scrivi, come lo scrivi, e l’oggetto di quello che trovo su Trip or Treat?.
    Nello specifico però…
    Io difficilmente Amo le grandi capitali.
    Io di un luogo Amo l’Anima.
    Ed in una megalopoli è molto difficile coglierne l’Anima.
    A volte, il suo “soul” è schiacciato da quello che l’ha costruita.
    Ed io ed i cosidetti cugini francesi non siamo mai andati tanto d’accordo.
    Diciamo che potrebbero essere meglio di quello che sono…
    Sicuramente la Metropolitain di Garnier o Versailles, il taglio Haussmaniano e le Place Royale sono una gran figata, ma…
    Un paese che è ancora detentore della moneta di un quarto d’Africa (…non lo sapevate? Il Franco CFA si usa in 14 paesi, non sapete cos’è?), che continua a campare sulle spalle di altra gente, mi spiace, ma a me non piace. Non tutti i francesi sono così. Certo, ma sono la minoranza. Perchè la Francia senza le colonie e la legione straniera…
    Per cui io a Lisboa ci tornerei 1000 volte, ma per la gente.
    A Parigi, dai francesi, no.
    Perchè io, in un luogo, cerco altro…

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    1. La gente fa sempre una gran differenza, sono d’accordo con te (credo sia proprio per questo motivo che Bangkok è una delle mie città preferite!).
      Sai che non sapevo della moneta? Grazie di averlo scritto!
      Sei sempre una miniera di informazioni 🙂

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      1. Sono stato ancora discreto e delicato.
        Purtroppo i francesi sono molto peggio…
        Non tutti, ma non credo che chi si vanta di essere francese non sappia da dove arriva il 30% del PIL del loro paese.
        Ho qualche anno più di te, Cabiria, ed ho scoperto cose che voi umani…
        Pace e bene…

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  5. Ci sono stata solo una volta, da piccola. Non ho dei ricordi molto belli al di là di estenuanti camminate imposte dai miei genitori che volevano vedere tutto ciò che era indicato sulla guida. Condivido appieno il tuo spirito di scoperta al di là delle mete tradizionali.
    Ci tornerò 🙂 Per girare random tra le strade e scoprire posti nuovi.

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  6. “Contenitori di emozioni altrui” mi garba un sacco e ovviamente mi viene voglia di andare in quel luogo pieno di locali a bermi una birra, però siccome ho un po’ l’animo aristocratico, soprattutto quando si parla di birra, niente Desperados ma birre del Nord della Francia, quella è roba seria 🙂

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  7. Mettiamo subito in chiaro una cosa, la birra è un ottimo motivo per tornare in un posto, ma anche per andare!!Dopodomani sono a Dublino, capisci?? 😉
    Condivido esattamente tutto quello che hai scritto, anche se personalmente il discorso vale per Londra, città che ho amato da subito e epprezzato ancora di più nelle visite successive.
    Ora dovrei provare con Parigi, anche perchè ci sono stata a gennaio e alla birra ho preferito un caldo vin brulè 😀

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    1. Mito! Il #tornopercena funziona, l’ho collaudato personalmente 😉
      Ma anche qualche giorno in più per godersela con calma…beh, io le tue partenze le appoggio sempre, casomai non si fosse capito!!

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  8. Vero, PARIGI è sempre Parigi.
    Io me ne sono innamorata e ci tornerei all’infinito!
    Anche perché, diciamocelo, amiamo i ritorni perché scompare quella che tu ben definisci “ansia da prestazione” e ci si inizia a immergere nella vera atmosfera locale. Belle belle foto! 😀

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      1. Innamorata di Parigi ci torno spesso e sempre volentieri e come te, grazie ad una cara amica che vive li, ho scoperto una città diversa, a tratti forse meno elegante, ma suggestiva. Mi perdo per ore nel Marais e ho scoperto “La Mosquee” un angolo d’oriente dove tra té verde bollenti e biscotti i pomeriggi con le amiche volano 😉 non vedo l’ora, a marzo l’ennesimo ritorno, ma questa volta con mia mamma che manca da un po’.

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