Il profilo di Saultanahmet al tramonto Cabiria Magni Istanbul

Sultanahmet, l’Istanbul delle cartoline

Quando si pensa a Istanbul, generalmente la prima immagine che viene in mente è quella del profilo di qualche moschea che sbuca tra i tetti, probabilmente quelli di Sultanahmet.

Il profilo di Saultanahmet al tramonto Cabiria Magni Istanbul
Il profilo di Saultanahmet al tramonto

Sultanahmet è il centro storico attorno a cui si è sviluppata la città, ad una velocità pazzesca: cinque milioni di abitanti in più negli ultimi dieci anni, una cifra incredibile.

Ma Sultanahmet è anche un grande museo a cielo aperto, che dopo l’orario di chiusura si svuota: la prima impressione che ho avuto è stata infatti quella di un bel contenitore tutto agghindato, dove anche i lokum si trovano solo sotto vuoto; con questo non sto dicendo che fa schifo, anzi, è vero il contrario, ma di certo, quando mi chiedono dove consiglio di dormire a Istanbul, questa zona non la prendo proprio in considerazione: davvero dopo una certa ora tutti chiudono bottega e se ne vanno!
Molto meglio stare tra Galata e Beyoglu.

Oggi però vi parlo di Sultanahmet, l’Istanbul delle cartoline, quella che non si può non vedere.
O quasi.

La Moschea Blu
La Moschea Blu Istanbul Cabiria Magni
La Moschea Blu

La moschea più famosa della città, rivestita al suo interno da ventimila maioliche blu; preparatevi a sorbirvi una lunga coda all’ingresso, ma niente paura: è piuttosto veloce.
Come avevo anticipato, non è questa la moschea che mi ha impressionata di più, semplicemente perché qui, tra spintoni e autoscatti di famiglia, manca quell’atmosfera di raccoglimento che dovrebbe essere propria di un luogo di culto, ma questo è il solito “prezzo da pagare al successo”: uno se lo immagina e non ci rimane troppo male.

Hagia Sophia
Hagia Sophia Istanbul Cabiria Magni
Le geometrie di Hagia Sophia

La storia di Hagia Sophia è di quelle travagliate: nata come basilica bizantina, come testimoniano i bellissimi mosaici che la decorano, è stata trasformata in moschea da Mehmet il Conquistatore dopo la presa della città, nel 1453; qui spendo una riga per rendere onore a Mehmet, che non ha mai permesso che fosse distrutto né saccheggiato alcunchè, e Hagia Sophia ne è la prova.
Attualmente è un museo con una struttura a dir poco strepitosa, che non può lasciare indifferenti; preparatevi anche qui alla coda, lunga ma veloce, soprattutto se si usano le biglietterie automatiche: non so perché, ma le scansano tutti. Affrontatele con fiducia!

Cisterna Basilica
Cisterna Basilica, interno Cabiria Magni Istanbul
Cisterna Basilica, interno

Per quanto mi riguarda, la Cisterna Basilica è ciò che di più sorprendente si trova a Sultanahmet: è il classico posto che a dire che è unico al mondo non si sbaglia proprio.
Si tratta di una cisterna di epoca romana fatta costruire per convogliare l’acqua potabile verso la città, ed è particolarmente suggestiva per la presenza dei colonnati che poggiano appunto nell’acqua, illuminati da un bel gioco di luci.

Moschea di Solimano
La moschea di Solimano, esterno Cabiria Magni Istanbul
La moschea di Solimano, esterno

Sulla sommità del sesto colle, coi suoi quattro minareti si riconosce anche a grande distanza: se dal ponte di Galata lanciate lo sguardo verso Sultanahmet, vi sarà impossibile non notarla.
Ho avuto modo di godermela più della Moschea Blu, ma forse è perché l’ho vista con le luci della sera, quando ormai la gran folla se ne stava andando via.

Gran Bazar e Bazar delle Spezie
Il Bazar delle Spezie Cabiria Magni Istanbul
Il Bazar delle Spezie

All’inizio parlavo dell’atmosfera preconfezionata di Sultanahmet: questi due bazar sono i luoghi migliori per capire a che cosa mi riferivo. Sono certamente un’esplosione di colori e di odori che stordisce, forse anche un po’ troppo, ma la sensazione di artificiale si percepisce ovunque.
Se dovete comprare dei souvenir, tenete presente che non sono questi gli indirizzi più economici: per il cibo vi consiglio il mercato della piccola Sirte, dove tra l’altro si riforniscono anche i venditori del Gran Bazar!

Topkapi

Lo avevo già detto, ma a costo di fare una cosa impopolare lo ripeto: io al Topkapi ci ho rinunciato; avrei visto volentieri l’harem, ma sfortunatamente non è possibile acquistare un biglietto solo per quell’area, e allora ho preferito andare a godermi la sponda asiatica, una delle parti della città che ho amato di più.
Chi l’avrebbe mai detto, eh?

Mi sono accorta che su Istanbul ho dato diversi flash, tutti ben sconnessi, com’è nel mio stile insomma.
Mi riprometto di organizzarli in un itinerario unico, così magari metto un po’ d’ordine una buona volta!

11 pensieri su “Sultanahmet, l’Istanbul delle cartoline”

  1. E’ bello, a volte, viaggiare e sentirsi in un luogo stando seduto davanti a questa fredda macchina inventata dall’essere umano…
    Io da Istanbul ci passai fugacemente a bordo di una di quelle robe che chiamano navi da crociera, e c’ero su per lavoro (era il varo dopo il restauro della Costa Victoria…), ma mi bastò la visione all’arrivo nel Bosforo e nello stretto dei Dardanelli per rimanerne affascinato.
    Ed oggi ci sono ritornato, anche grazie a te.
    Anche se, per retaggio storico/culturale, per me rimane Costantinopoli…

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  2. Che nostalgia di Istanbul mi hai fatto venire! 🙂
    Anche se non hai visto la mia moschea preferita, che però è un po’ nascosta, poco conosciuta e spesso chiusa, la Mehmet Sokollu Pasa
    Anzi mi hai fatto venire in mente che dovrei scriverne! 🙂

    Perché il bello di Sultanahmet è che dietro ai negozi di tappeti e ai posti più famosi ci sono anche posti ‘autentici’, a pochi passi di distanza. Ed è un buon motivo per tornare più volte!

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  3. Te lo volevo scrivere anche io, ma l’hai anticipato te: mi è sembrato interessante leggere alcuni flash su Istanbul, perché sono proprio queste impressioni di prima mano a catturare l’attenzione, ma quando scriverai un post tutto per filo e per segno con le cose pratiche me lo stamperò, prenoterò un biglietto e partirò finalmente per questa città che mi chiama da tanto tempo! 🙂

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