New York skyline. Cabiria Magni

Tornare a New York, ovvero: le città infinite

Ci sono città dove si può tornare più e più volte, senza timore di ripetersi o annoiarsi: sono quelle che mi piace chiamare “città infinite”.
Sono città che si evolvono, dove le esperienze da vivere si sommano alle cose da vedere e più se ne vedono e vivono, più ci si accorge che da vedere e vivere ce ne sarebbero molte altre.
New York è una di queste città.
Forse, nell’immaginario comune, è la “città infinita” per eccellenza. Mi è capitato di sentire su di lei pareri poco entusiasti, questo sì, d’altra parte non si può piacere a tutti; non ho però mai sentito nessuno considerarla “esaurita” con una visita di pochi giorni.
O si continua a tornare perchè la si ama oppure non ci si torna più, perchè non è scattata la scintilla o per mille altri casi della vita. Non di certo perchè si è già visto tutto quello che aveva da offrire.

Brooklyn bridge, New York

Dopo il mio primo viaggio a New York mi sono appuntata in questo post un po’ di sensazioni a caldo sulla città: al cospetto di certi luoghi provo quasi un timore reverenziale e non me la sento di scrivere più di tanto, se non le mie impressioni.
New York è uno di quei posti che mi fanno sentire “impreparata”: che consigli potrei dare per visitare una città del genere? Sono io ad averne bisogno e per fortuna le fonti più autorevoli non mancano, sia nel web che tra le pagine stampate.
Quello che mi sento di dire su New York è che, anche se io e questa città – come avevo detto non ci assomigliamo per niente, un po’ ci siamo comunque trovate. C’è quindi speranza per tutti!
E forse è anche per questo che ci ritroveremo presto (e qui tocco ferro e tutto quello che posso toccare: siate scaramantici con me).

Sì, tra poco tornerò a New York: sono passati cinque anni e sono cambiate tantissime cose, io per prima.
In questi anni ci sono stati traslochi, ristrutturazioni, viaggi e non da ultimo due figli: tutte esperienze che, in un modo o nell’altro, mi hanno insegnato a rallentare e a vedere tutto ciò che mi circonda da una prospettiva completamente diversa.

New York dall'alto. Cabiria Magni

Tornerò a New York con i miei bambini (e non solo!), e quindi per forza di cose vivrò la città in maniera assolutamente nuova, così diversa che probabilmente mi sembrerà quasi di viverla per la prima volta.
Non andrò più alla ricerca del posto imperdibile dove cenare o fare una colazione memorabile: con due bambini piccoli mi accontento di sedermi a un tavolo per più di cinque minuti, figuriamoci se ne sto a cercare uno in particolare, magari costruendo l’itinerario di un giorno proprio attorno a quello.
Non farò una lista lunghissima delle cose da fare e da vedere e non programmerò di scarpinare ogni giorno per una quantità incredibile di chilometri: è meglio avere poche idee e ben chiare, perché altrimenti si rischia la frustrazione. Ed è meglio essere “sportivi”, perchè se poi salta comunque tutto…fa niente.
Non riempirò ogni minuto della giornata con la scusa di “viverla al massimo” (sì, una delle cose che ho imparato negli ultimi anni è che questa è una scusa: non c’è bisogno di riempire per vivere al massimo, anzi, è vero il contrario); mi terrò invece una buona dose di tempo libero, per gestire eventuali emergenze e, perché no, per improvvisare, perchè se è vero che coi bambini bisogna essere organizzati, è vero anche che bisogna poter vivere sereni.

Sono solo due le cose che mi sono ripromessa di fare assolutamente: non mi sembra un numero eccessivo, quindi sono ottimista.

Memoriale 11 Settembre New York. Cabiria Magni

Tornare a visitare il Museo e Memoriale dell’11 Settembre, e per questo credo che prenderò i biglietti in anticipo, onde evitare code (si sa mai). Ci sono già stata, ma la memoria di certi luoghi va tenuta sempre viva e non c’è niente come passarci in mezzo per farlo, quindi non voglio sprecare l’occasione.

Farmi una bella passeggiata sulla High Line: la scorsa volta non ho fatto in tempo, non è entrata nel mio incastro e ho dovuto rinunciarci, a malincuore. Stavolta non me la voglio perdere assolutamente.

Ci sarebbe un altro posto che mi attira molto, l’ho scoperto grazie a Simona Sacri, una delle fonti più autorevoli di cui parlavo sopra, ed è la Morgan Library.
Ma come dicevo non voglio mettere troppa carne al fuoco e non sono nemmeno sicura che con due bimbi piccoli riuscirei a godermela come vorrei, quindi credo che aspetterò ancora un po’, nella speranza che anche loro crescano amando i libri (io ce la sto mettendo tutta, speriamo!) e che possano apprezzarla insieme a me.

Tanto, non so come mai, ho come il sospetto che in questa città torneremo ancora, con una nuova lista (rigorosamente incompleta) di cose da vedere e da fare.

3 pensieri riguardo “Tornare a New York, ovvero: le città infinite”

  1. “Non riempirò ogni minuto della giornata con la scusa di “viverla al massimo” (sì, una delle cose che ho imparato negli ultimi anni è che questa è una scusa: non c’è bisogno di riempire per vivere al massimo, anzi, è vero il contrario).”
    Questo è il “segno” che contraddistingue la mia Amica Cabiria da tutti gli altri. E che me la fa sentire vicina.
    Io per ora non sono stato a New York, perché il pianeta è talmente vasto che non è una priorità, per me.
    Ma il punto di vista di Cabiria sul mondo è un bel modo per poterlo scoprire.

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