Lunedì sono tornata dalle Filippine: è stato un viaggio che per certi versi è andato oltre le mie aspettative, mi ha dato tantissimo e devo ammettere che non me lo sarei aspettato, non così almeno.
Sto iniziando solo ora a riordinare spunti e riflessioni, senza troppa fretta in verità; quello che intanto posso condividere con voi è qualcosa di molto più spiccio, ma che probabilmente vi interesserà di più: il mio itinerario.
Per ora quindi solo considerazioni di carattere pratico. Per tutto il resto c’è tempo!
Prima di iniziare, qualche informazione pratica, così chi non è interessato agli sproloqui non è costretto a leggere tutto.
Chachoengsao si trova a circa 80km da Bangkok, e se volete un assaggio della Thailandia più autentica vi consiglio di andarci con il treno locale: partenza dalla stazione di Hua Lumphong (di Bangkok, appunto), costo del biglietto 13 bath per i farang, niente per i thailandesi.
La stazione di Chachoengsao si raggiunge in circa due ore, poi da lì si prosegue in tuk tuk o songthaew.
I complessi da visitare in questa zona sono due, a circa 20 minuti di tuk tuk l’uno dall’altro: il Wat Sothon Wararam Worawihan, con il suo shrine, e il Wat Saman Rattanaram, il tempio del mega Ganesh, giusto per intenderci.
Se come me arrivate a Chachoengsao verso mezzogiorno, potete prevedere un rientro a Bangkok nel tardo pomeriggio, tra le cinque e le sei, in modo da essere in città all’ora di cena.