Storia del primo volo in tre, a Valencia

Lo dico sempre, il mio viaggio più avventuroso è iniziato quest’estate, il primo di Luglio. Primo giorno del mese e primo giorno di una nuova vita.
Probabilmente una persona normale in attesa di un figlio pensa a tutto tranne a dove portarlo quando nasce, che viaggio fargli fare per primo. Una persona normale, io no.
La scelta è caduta su Valencia: non troppo grande, buon clima, buon cibo e buon collegamento aeroporto-città.
La perfezione.

Scelta la meta si è però presentato un problema mica da ridere: avete mai provato a comprare un biglietto aereo per qualcuno che non è ancora nato? Io sì, ma al campo “data di nascita” ovviamente sono andata in crisi.
Nella mia mente bacata mi sono detta: ne metto una a caso che sia plausibile, tanto chi controlla poi? Metto la data presunta del parto, una minima possibilità di azzeccare c’è sempre.
Da brava codarda non l’ho fatto e si sa: in casi come questi il destino è sempre pronto a prenderti per i fondelli. Ci avrei azzeccato davvero.

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Il travel blogging è morto?

No, l’erba cattiva non muore mai.
Ovviamente scherzo!
Ma scherzo fino a un certo punto (sull’erba cattiva si intende): da qualche tempo infatti, spesso e volentieri la parola blogger viene utilizzata anche in tono sprezzante, a mo’ di insulto.

Perché?

Ultimamente mi sono messa in discussione, mi sono chiesta se vale ancora la pena continuare a scrivere qui sopra o se invece sarebbe meglio impiegare il tempo diversamente. Leggendo, per esempio. Ormai scrivono tutti e leggere potrebbe essere una bella trasgressione.
Mi sono fermata per vedere cosa succede in giro e quella che segue è solo l’opinione di una che si interessa a ciò che la circonda, di certo non è l’opinione di una professionista del settore. Prendetela quindi per quel che vale.

Ogni giorno nascono nuovi blog di viaggio e quelli che già ci sono (non tutti, ma tanti), si evolvono prendendo strade diverse.
Mi sono divertita a raggrupparli in quattro categorie che ovviamente rappresentano una semplificazione: impossibile analizzare i singoli casi con le diverse sfumature.

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Viaggi, tatuaggi, pensieri e fotografie di Cabiria, una fissata con l'Asia, che ogni tanto scappa anche a Ovest.

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