Statue Daisho-in temple, Miyajima, Japan

Daisho-in temple: la Miyajima che sorprende

Abbiamo deciso di visitare Miyajima in giornata da Hiroshima: dalla stazione Nishi-Hiroshima (Hiroshima Ovest) sono circa venti minuti di treno, dalla stazione principale di Hiroshima invece ci si impiega qualcosa in più. Si scende a Miyajima-Guchi, da dove si prende il traghetto (JR, quindi se avete il Japan Rail Pass non pagate nulla) che in dieci minuti sbarcherà sull’isola.

Siamo partiti per Miyajima con l’immagine del torii dell’Itsukushima Shrine negli occhi, ma quello che ci ha sorpresi alla fine è stato ben altro.
Approdati sull’isola, il primo effetto è stato un po’ di straniamento: dopo la giornata a Hiroshima, dedicata alla memoria, ci siamo trovati prima a camminare in una specie di galleria commerciale (Omotesando Shopping Arcade) zeppa di cibo e souvenir, dove manco a dirlo ci siamo fermati a mangiare nikuman e momji manju, poi siamo arrivati all’ingresso del santuario di Itsukushima, affollatissimo. Visto il gran caldo, la gente si contendeva lo spazio del temizuya non tanto per fare le abluzioni prima di accedere all’area consacrata, quanto per infilare la testa sotto un getto d’acqua fredda.

Itsukushima Shrine Miyajima, red torii, Cabiria Magni
Il torii rosso dell’Itsukushima Shrine

Certi luoghi, a mio modo di vedere, quando diventano icone perdono il loro alone di magia; l’architettura del santuario di Itsukushima è sicuramente interessante e la sua posizione decisamente suggestiva, ma al di là di una valutazione puramente estetica non avrei granché da dire. Un po’, lo ammetto, è colpa mia: quando per vedere un posto devo letteralmente “fare a sportellate”, finisce che non vedo l’ora di andarmene, e magari mi perdo qualche pezzo. Il famoso torii comunque è di grande impatto, su questo non si discute, vale almeno una raffica di foto.

L’inizio non è stato quindi dei migliori, ma, seguendo il consiglio di Maggie del World Friendship Centre, siamo andati oltre per dedicarci a quello che secondo lei (e ora anche secondo me) è il vero pezzo forte dell’isola, il tempio Daisho-in.
Per raggiungerlo si prosegue sul sentiero che va oltre il santuario di Itsukushima, ci vogliono circa quindici minuti a piedi, forse meno, ma tanto basta a provocare una bella scrematura tra i visitatori.

Hakkaku Manpuku Hall, Daisho.-in temple Miyajima, Cabiria Magni
Hakkaku Manpuku Hall, Daisho.-in temple

Costruito attorno al dodicesimo secolo, questo tempio si trova su un versante del monte Misen, la montagna sacra dell’isola di Miyajima; si accede dal Niomon Gate, da dove si comincia a salire per spostarsi nelle diverse aree: procuratevi una mappa all’ingresso per non perdervene nessuna, merita davvero di essere visto nella sua interezza, con tutta calma (noi ci siamo stati più di tre ore).

Tra i luoghi che mi hanno colpito di più di questo complesso sicuramente la parte iniziale, il giardino a sinistra del gate, dove 500 statue di Rakan (discepoli del Buddha, monaci in senso lato), ognuna con un’espressione diversa, scortano i gradini di pietra che portano verso il piazzale principale del tempio. Fa un po’ effetto camminare in mezzo a loro, sembra una banalità, ma davvero ci si sente osservati.

I 500 Rakan, Daisho-in temple, Miyajima, Cabiria Magni
I 500 Rakan
I 500 Rakan, Daisho-in temple, Miyajima
Una delle statue

Un altro luogo assolutamente suggestivo, stavolta al livello superiore del tempio, è la Henjyokutsu Cave, una grotta illuminata da centinaia di lanterne, che con la loro luce giallastra colorano le 88 icone simbolo dei templi buddhisti che segnano il tragitto del pellegrinaggio dell’isola di Shikoku, pellegrinaggio associato alla nota figura di Kobo Daishi, il monaco che ha dato il via alla corrente Shingon del buddhismo. Si crede che chi prega in questa grotta riceverà le stesse benedizioni di chi compie il pellegrinaggio per intero.

Henjyokutsu Cave, Daisho-in temple Miyajima, Cabiria Magni
Henjyokutsu Cave

Potrei andare avanti ancora a elencare tutto quello che di affascinante questo posto ha da offrire, le credenze e i rituali che caratterizzano ogni suo angolo, dove niente sembra essere lasciato al caso e dove tutto sembra il risultato di un calcolo perfetto e perfettamente armonico.

Statue Daisho-in temple, Miyajima, Japan

Non esagero se dico che questo tempio è uno dei più belli mai visti finora, in tutti i miei viaggi: se andate a Miyajima mettete in conto di passarci anche una mezza giornata, scommetto che non ve ne pentirete.

9 pensieri su “Daisho-in temple: la Miyajima che sorprende”

  1. Ciao Cabiria, ci siamo “incrociati” sul tema qualche giorno fa su Instagram e quindi non ho potuto che apprezzare il tuo post.
    Che dire, concordo in pieno, per quel che mi riguarda è sicuramente il tempio più bello mai visto. Noi abbiamo avuto la fortuna di visitarlo praticamente da soli, avendo dormito sull’isola ed essendo arrivati quindi all’apertura.
    Come te, per quanto possa essere bello un luogo, se c’è troppa gente ci viene l’orticaria e scappiamo lontano. Il giorno dell’arrivo in effetti è stato così e temevamo di aver cannato la scelta, ma restare a dormire sull’isola è stata la scelta giusta per godere appieno del luogo in tarda serata e soprattutto al mattino presto.
    Peccato solo non esser riusciti ad arrivare in cima al monte Misen causa maltempo, ma torneremo prima o poi 🙂

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  2. Uno dei posti più belli di Miyajima!
    Noi ci siamo passati seguendo il trail che porta sulla cima del Monte Misen: una faticaccia, ma il panorama da lassù ripaga di ogni sforzo!
    Mi spiace che non vi siate goduti come si deve il santuario di Itsukushima, ma ti assicuro che quando scende la sera e l’isola di svuota, si cammina per le strade illuminate solo dalle lanterne e ci si ritrova in quasi totale solitudine ad ammirare il saco torii…bè…è pura magia!

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  3. Che meraviglia! Ho visitato Miyajima in giornata con Hiroshima ma vorrei tanto averle dedicato più tempo. Questo tempio é bellissimo, lo devo assolutamente inserire nell’itinerario di un prossimo viaggio in Giappone. Grazie di avermelo fatto conoscere!

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