Pushkar: il mio viaggio in India inizia con una favola da raccontare

Si sente tanto dire che un luogo può farsi riconoscere prima ancora di andarci, prima di vederlo con gli occhi.
Si sente tanto dire forse perché è vero, a me è successo almeno un paio di volte.

In Australia con Byron Bay e il suo faro, che mi porto ancora appresso nei ricordi migliori, e in India con Pushkar, a meno di un mese dalla partenza, dove i ricordi sono ancora tutti da disegnare.

Pushkar non l’ho ancora vista, ma le suggestioni sono le stesse che qualche tempo fa mi hanno proiettata anzitempo nella East Coast australiana formato New Age, solo che stavolta si sono fatte vive sotto le mentite spoglie di una delle tante favole indù che popolano libri più o meno sacri.

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L’Asia attraverso il cibo, con un maiale di mezzo

Tutto è iniziato con una cena in riva al fiume, in uno di quei ristoranti che se non sei di casa non ci capiti.
Bangkok mi ha accolta col muso beato di un maiale grasso che dormiva oltre il molo, là dove i tavoli iniziavano a mettersi in fila.

SiPai - photo credits: Andrea
SiPai – photo credits: Andrea

Ci sono posti che non hanno bisogno di nomi, come il ristorante di quel primo incontro: Ranahan, ristorante, appunto.
Il maiale invece si chiama SiPai, casomai interessasse.

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Viaggi, tatuaggi, pensieri e fotografie di Cabiria, una fissata con l'Asia, che ogni tanto scappa anche a Ovest.