lago Pushkar

Pushkar: il mio viaggio in India inizia con una favola da raccontare

Si sente tanto dire che un luogo può farsi riconoscere prima ancora di andarci, prima di vederlo con gli occhi.
Si sente tanto dire forse perché è vero, a me è successo almeno un paio di volte.

In Australia con Byron Bay e il suo faro, che mi porto ancora appresso nei ricordi migliori, e in India con Pushkar, a meno di un mese dalla partenza, dove i ricordi sono ancora tutti da disegnare.

Pushkar non l’ho ancora vista, ma le suggestioni sono le stesse che qualche tempo fa mi hanno proiettata anzitempo nella East Coast australiana formato New Age, solo che stavolta si sono fatte vive sotto le mentite spoglie di una delle tante favole indù che popolano libri più o meno sacri.

Push significa fiore e kar significa mano: la leggenda vuole che Brahma, il personaggio più alternativo della Trimurti, un giorno lasciò cadere un fiore di loto e in quel punto si formò un lago sacro.
Quel lago è lo stesso che oggi lambisce questa cittadina del Rajasthan.

Pushkar - Photo credits: Patrick Colgan [patrickcolgan.wordpress.com]
Pushkar – Photo Credits Patrick Colgan [patrickcolgan.wordpress.com]

Dicevo che Brahma, il Creatore, è un po’ un personaggio: in India, ad eccezione di quello di Pushkar, non esistono templi dedicati a lui.
La situazione è diversa per Vishnu, il Preservatore, e Shiva, il Distruttore: i loro altari non si contano.

Perché questa ingratitudine nei confronti di colui che è conosciuto come architetto dell’universo e che ha sognato la realtà creandola dal nulla?
La risposta è molto semplice: perché quel colui ha combinato un gran casino.

Ora.

Sarà anche stato un dio e il suo un gran lavoro, ma il problema è che a far incazzare le mogli non c’è universo che tenga: è la fine.
La storia vuole che un giorno Brahma si inventò un sacrificio da celebrare in pompa magna con una cerimonia alla quale avrebbe dovuto presenziare anche la moglie Saraswati, dea dell’istruzione.

Saraswati però in quell’occasione pensò bene di prendersela comoda così che Brahma ad un certo punto si stancò di aspettare, e con tutto il candore di cui solo un dio può essere capace, decise di risolvere l’impiccio prendendosi un’altra moglie.
Nelle occasioni ufficiali a contare è la forma e tutto il resto è letteratura.
Fu così che sposò la lattaia Gayatri.

C’è però il fondato sospetto che Saraswati su questa cosa della forma avesse altro genere di idee, fatto sta che, quando finalmente si palesò al resto del mondo, scoprì la poveretta al posto sbagliato nel momento sbagliato.

Senza pensarci due volte lanciò allo sprovveduto consorte la maledizione della vita, che per un dio è affare serio: se si calcola che una vita di Brahma corrisponde ad un ciclo dell’universo, 300 mila miliardi di anni all’incirca, si capisce che son fastidi veri.
Il Creatore fu condannato all’oblio.

Pushkar - Photo Credits Martina [pimpmytrip.it]
Pushkar – Photo Credits Martina [pimpmytrip.it]

A questo punto successe quello che succede sempre, con i compagni di bisboccia di Brahma a tentar di metterci una buona parola, che lei ci dovrebbe ripensare, che lui non voleva.
Lei invece voleva benissimo e fu così che si lasciò strappare una sola concessione: Brahma avrebbe potuto essere venerato soltanto a Pushkar.

Ecco la ragione per cui l’unico tempio indù dedicato al Creatore sta proprio qui.

Ed ecco anche perché Pushkar mi ha da subito conquistata: certi meccanismi sono vecchi quanto il mondo ed è bello andarli a riscoprire quando vanno in giro con vestiti diversi.

Ovviamente questo è il lato romantico della faccenda, chiamiamolo così anche se Brahma secondo me ha da ridire, poi ci sarà anche la realtà con tutte le sue contraddizioni e di sicuro qualche bruttura, ma per quella c’è sempre tempo e non è questo il luogo.

Qualche precisazione:

Di leggende sulla nascita di Pushkar ne ho trovate tante e alla fine ho scelto questa semplicemente perché mi piaceva; a mio modo di vedere, il bello delle leggende è che sono tutte vere, anche se si contraddicono tra loro.

Il tono canzonatorio non vuole essere indice di blasfemia e la speranza è di non offendere nessuno; è soltanto il segno che a 32 anni si può continuare a mantenere quella certa idiozia di fondo che probabilmente non se ne andrà mai.
Abbiate pazienza.

11 pensieri riguardo “Pushkar: il mio viaggio in India inizia con una favola da raccontare”

  1. Mi è venuta un’idea, con un po’ di tempo ti potrei scrivere all’ingrosso gli itinerari fatti, poi tu, se interessata, mi chiedi i particolari. Che te ne pare? Magari tante cose saranno datate, ma l’atmosfera giusta forse si riesce a trovarla anche dopo tanto tempo.

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  2. Quando parti per l’India? Di Pushkar ho un bellissimo ricordo e pur essendo occidentalizzata dalla gran massa di visitatori stranieri, conserva un fascino tutto suo e l’atmosfera vera non manca; basta perdersi fra le stradelle ed osservare la vita che ci scorre. Passai una mattinata su di un tetto a farmi “seccare” l’henné sulla mia allora fluente chioma, su raccomandazione e quasi obbligo del ragazzo della guesthouse, che me l’aveva applicata, ed ebbi l’occasione di osservare dall’alto tutto quello che succedeva nei cortili sottostanti. Ed il tempo passò senza nessun problema….peccato non avevo con me la macchina fotografica, comunque mi ricordo benissimo tutte le scene di vita locale viste. Forse comuni a tanti altri posti indiani, ma da me gustate nel loro pieno significato.

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      1. Brava, è inutile collezionare nomi di posti, è troppo più bello viverli con lentezza anche vedendone meno. Sai già che giro farai? Non voglio essere invadente, la mia è solo curiosità e voglia di rivivere bei ricordi e conoscere altre meraviglie della ns. terra. Ti abbraccio.

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      2. La vedo esattamente come te, preferisco fare qualche tappa in meno e fermarmi un po’ più a lungo, è tutta un’altra cosa.
        Sto lavorando ora al giro, a breve sarà definito, così lo pubblico: se hai suggerimenti non esitare, ci tengo!
        Ricambio l’abbraccio 🙂

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      3. Non ho idea di che direzione vuoi prendere. Io ti posso dire che venivo dal Gujarat che mi ha soddisfatto molto, specie paragonandolo al Rajasthan (la piccola parte che ho visto io), bellissimo ma troppo aggressivo e turisticizzato per i miei gusti. (Ero al mio 6° viaggio in India ed era il 2005).

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      4. Certo che puoi, magari non sarò immediata nelle risposte un po’ perchè indaffarata (sono una nonna a tempo pieno) e un po’ perchè per risponderti dovrò cercare nel mio scatolone degli appunti…..Ho iniziato tardi a girare per il mondo, ma ancora non c’era la rete a portata dei miei mezzi, ma ho scritto tanto su carta….e spero di poter scrivere tanto ancora….

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      5. Anche nelle risposte…non c’è fretta, così mi godo pure quelle!
        Alla carta alla fine rimango sempre affezionata, parto sempre col taccuino e i miei appunti finiscono lì prima che sullo schermo, è fondamentale!
        Grazie ancora e buona scrittura allora 🙂

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      6. Cabiria, mi è venuta un’idea. Con un po’ di tempo potrei inviarti gli itinerari all’ingrosso dei miei 7 viaggi in India e tu così vedi le zone che ho visitato e magari poi mi chiedi i dettagli; sempre considerando che saranno info un po’ datate…Se t’interessa, fammelo sapere e dimmi anche dove postare. Ciao!

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