Dai Loulou, saluta Cabi: ci vediamo l’anno prossimo! Ma lo sai che lei non lo ha mai detto ci vediamo l’anno prossimo?
A parlare è Lynn, la mamma di Loulou.
Loulou non ha neanche tre anni e la prospettiva di dodici mesi equivale a quella di una vita intera.
Ci siamo salutate così il 30 di agosto, fuori dal bungalow che condividiamo ormai da due estati: la mia porta sulla via dell’alba, la loro affacciata sul tramonto. Tutt’attorno le stesse onde, con lo stesso profumo.
Si sente tanto dire che un luogo può farsi riconoscere prima ancora di andarci, prima di vederlo con gli occhi.
Si sente tanto dire forse perché è vero, a me è successo almeno un paio di volte.
In Australia con Byron Bay e il suo faro, che mi porto ancora appresso nei ricordi migliori, e in India con Pushkar, a meno di un mese dalla partenza, dove i ricordi sono ancora tutti da disegnare.
Pushkar non l’ho ancora vista, ma le suggestioni sono le stesse che qualche tempo fa mi hanno proiettata anzitempo nella East Coast australiana formato New Age, solo che stavolta si sono fatte vive sotto le mentite spoglie di una delle tante favole indù che popolano libri più o meno sacri.