Candidasa sunset bali cabiria magni

Bali, un bilancio di tre anni

Quando atterri dall’altra parte del mondo e senti uno in aeroporto che ti chiama “Cabi!” capisci che sei arrivata davvero.

Candidasa sunset bali cabiria magni
Arrivare a Candidasa

Scrivo dalla veranda del bungalow che saluterò domani (oggi, per voi che state leggendo), quando partirò per la Thailandia, dove mi aspettano tre settimane pienissime, e mi sento come se fosse l’ultimo giorno di scuola: presente quell’eccitazione mista a un po’ di malinconia? L’estate davanti, ancora tutta da scoprire, e gli amici da salutare, gli stessi che quando hai quindici anni, a separartene anche solo per un mese, sembra di dovergli dire addio per sempre.

Le risaie di Jatiluwih Cabiria Magni
Le risaie di Jatiluwih

A tornare in un posto con una certa cadenza, per forza di cose si fanno dei bilanci, e io il mio un po’ l’ho fatto stasera, con il rumore delle onde che mi ha messa a letto per una settimana e quella spruzzata di stelle che ogni volta che torno rimango a bocca aperta: sono tantissime, così tante da sembrare disegnate da uno che voleva decorare il cielo perché era troppo nero.

Se ripenso alla prima volta qui mi viene da sorridere; catapultata sei ore avanti con uno zaino addosso e tanta voglia di partire, non sapevo bene a cosa andavo incontro: volevo solo andare, mettermi alla prova con una sfida in solitaria. Mi guardo indietro e scopro che quella prova l’ho superata, perché non solo sono riuscita a stare da sola, ma mi è anche piaciuto, forse troppo.

Uluwatu temple bali cabiria magni
Uluwatu

Credo che le persone che imparano a stare da sole siano quelle più difficili, perché per entrare nel loro mondo non basta trovare la chiave magica, bisogna avere un piede di porco.
Il passo successivo è stato proprio questo, l’anno dopo: imparare a far entrare gli altri senza costringerli a scassinare nessuna serratura, capire che concedere un po’ di sé non vuol dire lasciarsi rubare, perché quando si conquista qualcosa a caro prezzo si ha sempre paura che arrivi qualcuno a portarlo via.

Adesso la strada è ancora quella, è una via lunga da percorrere, ma l’ultimo traguardo è questa nuova consapevolezza. Forse quello di tre estati fa è stato un azzardo, ma, come tutte le volte che ho azzardato perché credevo in qualcosa, non me ne sono pentita mai.

Sunset in Jimbaran beach bali
Jimbaran

Mi guardo indietro e mi viene da sorridere, ma rido anche perché quando tra un po’ guarderò indietro a oggi, sorriderò di nuovo.

A distanza di tre anni ho accumulato qualche cicatrice, ho trovato delle risposte, e mi sono riempita di domande nuove, ancora da scartare, ma non credo che tutto ciò sia successo a causa di un’isola, un’isola come ce ne possono essere tante.
Ogni tanto mi chiedo come mai sono finita proprio qui, ma un amico di queste parti mi ha detto che in realtà io non ho scelto un bel niente, che è stata l’isola a scegliere me, e che è proprio questo il motivo per cui continuo a tornare. Io magari sono un po’ fuori, ma posso dirvi che ci credo?

Credo di essere stata fortunata a scoprirla da dentro un ashram in un villaggio che al turismo inizia ad affacciarsi solo ora, e credo che questa cosa mi abbia regalato un punto di vista che magari è buono soltanto per me, ma che di sicuro mi ha aiutata parecchie volte a mettere insieme più di qualche pezzo.

Il proposito poi è sempre quello di adattare i pezzi alla vita che c’è dall’altra parte, sei ore indietro, ma anche qui mi hanno detto di non avere fretta, e di arrendermi ai ritmi balinesi, una buona volta.
Io giuro che ci provo, poi magari l’anno prossimo torno a vedere se ci sono anche riuscita, eh?

23 pensieri su “Bali, un bilancio di tre anni”

  1. Io ho una mezza idea in mente.
    Ho un ricordo bellissimo, è stato il mio primo viaggio, il mio primo amore, quello che poi ha scatenato in me questa voglia inarrestabile di scoprire il mondo.
    I ritorni in generale mi fanno sempre paura, ma questo ancora di più!
    Ho sempre pensato di dover tornare a Bali, ma ora sono passati 11 anni, e la paura di “rovinare” il mio ricordo è parecchia.
    Leggere le tue parole però aumenta questo desiderio!
    La differenza è che il mio sarebbe un tornare con la stessa persona di 11 anni fa! 🙂

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    1. Ma che bello Deborah! Lo leggerai su questi schermi a breve (mi anticipi spesso, sai? Parliamone!): i ricordi sono una cosa da maneggiare con cura, sempre.
      Ma se hai lo slancio…torna! I segni vanno ascoltati.
      Secondo me non te ne pentirai (non ve ne pentirete) 😘

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  2. …’le persone che imparano a stare da sole sono le più difficili’..niente di più vero. E come è’ difficile poi lasciarsi un po’ andare, scendere a ‘compromessi’ con gli altri, ricordarsi che rimaniamo sempre noi stesse, intere, anche se per una o più volte siamo un po’ più flessibili.. E non è egoismo, ne’ incapacità di condivisione o convivenza..
    Io nel 2008 sono stata chiamata proprio dalla Thailandia e anche io sono partita da sola. Un viaggio che mi aspettava al momento giusto e che mi ha regalato non sai quanto a livello personale. Spero ti accolga come ha accolto me, aspetto notizie e ricordati di #Sukhothai 🙂

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    1. Dalle tue parole capisco che abbiamo fatto lo stesso percorso 🙂
      Il ritorno in Thailandia è stato ottimo finora! Ti faccio avere notizie e…non posso scordarmi di Sukhothai, contaci!!

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  3. Le tue parole mi hanno fatto venire la pelle d’oca, come sempre descrivi benissimo le emozioni con parole semplici e dirette…fantastica! Cabi io arrivo nell’isola che ti ha cambiata fra 4 giorni…ancora non ci credo. Ti do il cambio nel bungalow sul mare a sentire le onde e guardare le stelle…direi che non vedo l’ora. Buon proseguimento di viaggio….

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    1. Grazie Linda! Sono troppo felice che tu mi dia il cambio, ti aspettano, eh!
      E sì, mi raccomando: la prima sera guarda il cielo, rimarrai a bocca aperta come me ogni volta!
      Poi aspetto tue notizie 😉

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  4. “Credo che le persone che imparano a stare da sole siano quelle più difficili, perché per entrare nel loro mondo non basta trovare la chiave magica, bisogna avere un piede di porco.”

    E’ bellissima questa frase, e vera da far paura.
    Buon viaggio in Thailandia, riprendi i pezzetti di te anche lì 🙂

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  5. Credo che hai ragione: le persone che imparano a star da sole sono quelle più difficili…però è una lezione di vita troppo importante (di cui non si può non essere fieri). Buona continuazione di viaggio, aspetto di leggere della “tua” Thailandia. 😀

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  6. Come al solito, mi sono lasciata andare alle riflessioni.
    Il fatto di stare da sola e anche imparare a far entrare gli altri nel proprio spazio, è una cosa che sento molto vicina.
    Bali ti ha chiamata, saremo folli in due, ma un pochino anche io ci credo. 😀

    Buona strada, si continua in Thai!

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  7. Concordo anche io che sia stata l’isola a scegliere te..quindi o siamo pazze in due, o….. 😉
    Buona continuazione, soprattutto per quello che andrai a fare!!!

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