I vecchini degli aquiloni. Cabiria Magni

Yunnan: un viaggio a sud delle nuvole – parte 1, Kunming

Sono arrivata nello Yunnan da Pechino, con un volo per Kunming di quasi quattro ore.
Un volo interno di quasi quattro ore: non ho potuto fare a meno di pensare che il Paese che stavo attraversando è a dir poco sterminato! E’ un pensiero un po’ stupido, lo so.
Mi sono ritrovata a fantasticare sullo stesso viaggio, via terra.

Il significato della parola Yunnan (云南) è bellissimo:

“a sud delle nuvole”

dove le Nuvole sono una catena montuosa, non quelle che c’erano sotto il mio aereo, come pensavo.

Kunming, sotto la porta di Zengyi Lu road. Cabiria Magni
Kunming, sotto la porta di Zengyi Lu road

Siamo nella Cina Sudoccidentale: questa provincia di frontiera tocca Guangxi, Sichuan, Tibet, Myanmar, Laos e Vietnam, non c’è quindi da stupirsi che la metà delle 56 minoranze etniche cinesi conosciute stia proprio qui.
Lo Yunnan sfiora le cime dell’Himalaya, si intrufola nelle risaie di Yuangyang, e poi scende fino nella valle del Fiume Rosso, che a Hekou, al confine col Vietnam, raggiunge a malapena i 77 metri sul livello del mare: ce n’è davvero per tutti i gusti.

La parte più “sfruttata” dal punto di vista turistico è quella che dal capoluogo, Kunming, va verso nord: vuoi perchè effettivamente la natura regala dei veri e propri gioielli, vuoi perchè quella è la strada che porta in Tibet, il cui accesso è consentito solo passando dalla Cina (a proposito del Tibet vi lascio questo link di Sapore Di Cina, un sito dove potete trovare questa e tante altre informazioni, che personalmente mi è stato molto utile).
Io però sono andata a Sud, nello Yunnan più “ruspante”, dove di occidentali ne avrò contati meno di dieci in tutto, perchè la mia meta successiva era il Vietnam.

Kunming, interno del tempio Yuantong. Cabiria Magni
Kunming, interno del tempio Yuantong

Quando sono atterrata all’aeroporto di Kunming ho preso il bus numero 2 per il centro, e sono scesa in corrispondenza della stazione dei treni (costo del biglietto: 25Y); da lì non è stato semplice trovare un trasporto per l’hotel perchè sono stata più volte rimbalzata (il solito problema di comunicazione), finchè un’anima pia mi ha caricata sul suo tuk tuk (costo della corsa: 30Y in due, con margine di trattativa praticamente nullo).

Il viaggio in tuk tuk. Kunming, Cina
Il viaggio in tuk tuk

Kunming a prima vista mi è sembrata una città un po’ di plastica, come quei sorrisi nelle pubblicità dei dentifrici: Zengyi Lu, la via principale, è infestata di negozi che potrebbero stare in qualsiasi parte del mondo; in corrispondenza del suo inizio, invece, si può ammirare una bella porta cinese che potrebbe stare in qualsiasi parte della Cina: la porta di notte si accende, e a passargli accanto sembra la faccia di uno di quei robot uscito da un videogame degli anni Novanta.
Comunque la si veda, devo dire che è molto fotogenica, a me è piaciuta per la sua sfacciataggine.

A contendersi gli spazi di Zengyi Lu, catene internazionali e quelli che volgarmente chiamo PDM (lett: Paradiso Della Mxxxxxxxa – mi auto-censuro, ma si capisce), dove ho comprato un paio di cosette molto kitsch a prezzi ridicoli,
Sempre su Zengyi Lu, menzione d’onore a Miniso, “made in China to look japanese”, per gli amanti della tecnologia e del tutto-un-po’ a poco prezzo, dove i cavi per cellulari sono di tutti i colori che avete sempre sognato, e che non avete mai osato chiedere (unico inconveniente: per ogni persona che esce dal negozio parte il jingle “Bye Bye Miniso!” che i commessi si adoperano a declamare a gran voce, casomai la registrazione non bastasse. Dopo quattro persone parte l’istinto omicida, ma questa è un’altra storia).

Tra gli imperdibili di Kuming in genere si trovano:

Il Tempio Yuantong
Tempio Yuantong, Kunming
Tempio Yuantong

Il tempio buddhista più grande della città. Avete presente quei posti dove vi dicono che a entrarci sembra di chiudere il mondo fuori? Ecco, più o meno è così.
Sarà stato perché ci sono arrivata nel momento della preghiera, quando la musica e l’incenso riempivano l’aria dei cortili: mi sono persa a fissare le signore che accendevano le candele, le monache rasate che camminavano leggere, e una tizia dalla cotonatura importante che stava dietro a un banchetto, al quale però non me la sono sentita di avvicinarmi.

Le Pagode Gemelle Dadesi

Queste potete anche depennarle dalla lista delle cose da vedere: sembrano due silo diroccati e abbandonati in un giardino che non vede un tagliaerba da secoli, da prima che i tagliaerba fossero inventati, insomma.
Quando ci sono arrivata pensavo di essere nel posto sbagliato, e invece no, allora sono andata oltre (ci sono rimasta un po’ male, confesso).

Il mercato di Jingxing
Fiori di loto in vendita - mercato di Jingxing. Cabiria Magni
Fiori di loto in vendita – mercato di Jingxing

E’ il mercato dei fiori e degli uccelli, e si trova nella parte più antica della città, a ovest di Zengyi Lu: è la zona di Kunming che mi è piaciuta di più in assoluto, con quelle case un po’ diroccate e un andirivieni confusionario, dove sembra sempre di intralciare, dove gli spiedini di uova e i fiori di loto pronti da mangiare sono venduti in mezzo alla strada.
In questo mercato ho fatto la contrattazione più strana della mia vita: muta, scrivendo con acqua e pennello.
Non sono impazzita, è che la signora non parlava una parola di inglese e io col cinese neanche ci ho provato, allora per capirci abbiamo approfittato dell’oggetto stesso della contrattazione: un foglio inchiostrato che serve per esercitarsi con la scrittura degli ideogrammi, dove si usa un pennello intinto d’acqua, così che il tratto scompaia non appena l’acqua si asciuga, e si possa scrivere di nuovo. Magia!
Quella contrattazione è uno dei ricordi più belli di Kunming, uno di quei pochi momenti in cui il cinese di turno non mi ha fatto sentire di troppo (pure la tizia ci ha preso gusto: avesse potuto, magari me l’avrebbe confessato).

I vecchini degli aquiloni. Kunming, Cabiria Magni
I vecchini degli aquiloni

Dei ricordi più belli fanno parte anche i vecchini degli aquiloni: li facevano volare nei parchi (io sono stata al parco Wen Miao) ed erano dei professionisti veri, lì ad armeggiare con la loro carrucola; qualcuno arrivava con una seggiolina per fermarsi a guardarli un po’, e io ancora una volta non ho potuto fare a meno di fare lo stesso, incantata, ma senza seggiolina.
Loro non li ho trovati sulle guide, li ho scoperti per strada, ma è proprio lì che si fanno sempre gli incontri migliori.

14 pensieri riguardo “Yunnan: un viaggio a sud delle nuvole – parte 1, Kunming”

  1. Ciao Cabiria! posso chiederti senza troppi particolari/precisazioni quali tappe hai fatto-in quanti giorni-con quanti soldi-su quali aeroporti hai volato? anche un po’ a grandi linee, é che vorrei organizzarmi per partire (le tue foto mi hanno conquistato) e devo farmi due calcoli tra ferie e risparmi! merci ♥

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    1. Ciao Irene!

      Per quanto riguarda la Cina, ho fatto:
      * Milano – Pechino con Hainan Airlines
      * Pechino – Kunming con China Southern Airlines (il volo interno costicchiava, quasi 200€)
      * Da Kunming sono andata in bus a Jianshui (79Y)
      * Da Jianshui sono andata in treno a Hekou, al confine col Vietnam (29,5Y)

      Questo per quanto riguarda gli spostamenti (mettici anche qualche Y per i tuk tuk vari).

      Per quanto riguarda le sistemazioni, me la sono sempre cavata con una media di 20€ a notte la doppia, ma volendo si trova anche a meno.

      Per Pechino 2 giorni sono pochi, se riesci stai di più (ti direi almeno 3), per Kunming va bene un giorno per la città e se riesci uno per i dintorni (Foresta di Pietra), idem per Jianshui, un giorno per la città e mezzo per i dintorni (Caverne delle Rondini).

      Io scendevo verso il Vietnam, quindi ho visto il sud dello Yunnan, ma se tu ti vuoi concentrare su quello, c’è tanto altro da vedere!
      In merito ti consiglio di leggere anche saporedicina(punto)com – ci sono tantissime info utili 🙂

      Ho scritto a memoria, ma se ti servono più dettagli ci possiamo sentire di nuovo, anche via mail 🙂

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