Il mio viaggio in Vietnam: highlights, perplessità e rimpianti

Non ho scritto molto del mio viaggio in Vietnam e prima di imbarcarmi nella prossima avventura voglio rimediare, almeno in parte.
Lo faccio con questo format che ho già usato per il Giappone perché secondo me è un buon modo per fare il punto ed è un buon modo per rispondere a chi mi chiede consigli: sono convinta che condividere gli sbagli sia importante tanto quanto condividere le cose belle, forse anche di più.

Le basi

Le lanterne di Hoi An. Cabiria Magni, Vietnam
Le lanterne di Hoi An
Visto

Fino al 30/06/2018 il visto è gratuito per i soggiorni fino a 15 giorni; si tratta di un provvedimento governativo del 2015 che l’anno scorso è stato rinnovato e che potrebbe essere rinnovato di nuovo: tenete d’occhio il sito della Farnesina per rimanere informati su quello che succederà dal 01 Luglio. Se invece state in Vietnam per più di 15 giorni il visto serve: trovate sempre sul sito della Farnesina tutte le informazioni necessarie per inoltrare la richiesta.

Assicurazione

Ovunque andiate, non partite mai senza una buona assicurazione di viaggio, non mi stancherò mai di ripeterlo. Controllate massimali e copertura e, soprattutto se viaggiate con dei bambini, valutate una polizza che possa coprire, oltre a eventuali spese mediche e infortuni, l’annullamento del viaggio stesso (fosse anche solo per scaramanzia!).

Clima

Il clima del Vietnam è molto vario: è un Paese che da Nord a Sud attraversa diverse fasce climatiche, passando dalle temperature più miti e fresche anche in estate (a Sapa una felpa fa sempre comodo) al classico clima tropicale con una buona dose di caldo umido. Il periodo che tendenzialmente viene suggerito per fare un viaggio in Vietnam è quello che va da Febbraio a Maggio, ma come sempre è una questione di fortuna.

Itinerario

In Vietnam sono stata solo dieci giorni, troppo pochi; voi, se potete, fate almeno due settimane piene. Se poi riuscite a farne tre, ancora meglio, e possibilmente spostatevi da sud a nord: per me il nord è la parte più bella, e io sono una di quelli che preferiscono chiudere col botto, lo dico per questo.
Per le varie tappe non posso che consigliarvi la guida dei ViaggiAutori, costruita appunto attorno a un itinerario di due settimane in Vietnam (con suggerimenti per un’eventuale settimana in più): l’hanno scritta Irene e Anh, che sono le stesse persone cui ho chiesto consiglio io prima di partire. Anh in particolare si è occupata anche dell’organizzazione di alcune tappe del mio viaggio, tra cui il trekking a Sapa e la crociera ad Ha Long Bay.

Highlights

Risaie attorno a Sapa

Sapa, i terrazzamenti. Vietnam. Cabiria Magni

E qui specifico risaie, perchè Sapa in sé non mi ha entusiasmata, come leggerete anche sotto. La valle che la circonda invece sfoggia panorami grandiosi, da percorrere a piedi e da godersi con calma, magari con una guida che possa dare qualche informazioni sui villaggi e sulle comunità che li abitano.
Da queste parti piove circa 300 giorni l’anno, quindi a meno di una grossa dose di fortuna, mettete in conto se non altro qualche scroscio: quando ci sono andata, ma mi sa che è sempre così, le guide camminavano con gli stivali da pioggia e devo dire che più di una volta ho provato una certa invidia, soprattutto quando i miei piedi sprofondavano nel fango benché chiusi nelle scarpe da trekking.

Hanoi
Mausoleo di Ho Chi Minh, Hanoi. Cabiria Magni, Vietnam
Mausoleo di Ho Chi Minh

Hanoi per me potrebbe stare anche nei rimpianti, perchè avrei voluto avere più tempo per conoscerla. E’ una città elegante e gentile, così fiera e delicata che paradossalmente fa sentire quasi in difetto. E’ un vero e proprio gioiellino, coi tavolini per strada dove sorseggiare ca phe (caffè freddo) o bia hoi (birra fresca), con il quartiere storico dove le strade portano il nome delle attività commerciali e dove ci si imbatte in piccole e carinissime botteghe. Con il tempio della letteratura e il mausoleo di Ho Chi Minh (non ci andate il lunedì, è chiuso). Con un lago quasi in centro, punteggiato di pagode da visitare.

Ha Long Bay
Ha Long Bay. Cabiria Magni, Vietnam
Ha Long Bay

Ha Long Bay è uno dei luoghi più famosi del Vietnam, ma forse anche dell’Asia intera, di certo non ha bisogno di troppe presentazioni. Credo che un viaggio in Vietnam non sia completo senza una tappa qui, anche se sono molte le persone che considerano questa baia “troppo turistica”. Onestamente non capisco questo genere di definizioni perchè, a mio modo di vedere, turistico non è sempre sinonimo di brutto, anzi. Probabilmente è sinonimo di affollato, soprattutto in alta stagione, ma spesso vale la pena fare qualche piccolo sacrificio per godersi qualche meraviglia, come nel caso di Ha Long Bay.

Hoi An
Per le strade di Hoi An. Cabiria Magni, Vietnam
Per le strade di Hoi An

Hoi An è un altro gioiellino, anche questo alle volte etichettato come “troppo turistico”, ma tant’è. A me è piaciuta molto nonostante il caldo infernale (ci sono stata ad Agosto, in barba a tutti i suggerimenti sul clima).
Oltre che per il caldo, Hoi An me la ricordo per quel suo essere cinese in terra straniera, con un certo orgoglio. Ma Hoi An è cinese solo nell’aspetto: nei modi è infatti una città vietnamita al 100%. Mi ricordo i suoi caffè lungo il fiume, le lanterne che coloravano la notte di magia e un bellissimo Ao Dai che la signora della guesthouse mi ha cucito su misura e che mi sono riportata a casa.

Perplessità

Sapa

La cittadina di Sapa mi ha lasciata un po’ così, con un gusto agrodolce. È un’ottima base per il trekking tra le risaie tutte attorno, ma l’atmosfera che si respira non è di quelle memorabili. L’ho trovata costruita, affamata di stranieri, un misto tra l’arrogante e l’ingenuo. In questo post ho descritto le sensazioni di quei giorni.

Saigon
Notre Dame church Saigon. Cabiria Magni, Vietnam
Notre Dame

Quando penso a Ho Chi Minh City la prima immagine che mi viene in mente è quella di un cantiere non finito, di un qualcosa alla disperata ricerca di un’identità. L’impressione che ho avuto è che questa ricerca non sia di quelle pazienti, ma piuttosto di quelle arruffate e un po’ arraffone. Sarei curiosa di tornarci per capire cos’è cambiato e come, perchè al momento non la ricordo di certo come una delle città più belle mai viste.

Rimpianti

I miei rimpianti vietnamiti sono tanti e come già accennavo sono tutti legati alla mancanza di tempo. Scelgo quelli più significativi, che poi sono i motivi principali per cui voglio tornare.

Tam Coc

Avete presente quando capita di vedere una foto e dire “lì ci voglio andare!” prima ancora di sapere di che posto si tratta? Ecco, Tam Coc è la mia fotografia del Vietnam, il primo posto in cui andrei ora se tornassi, la Ha Long di terra. Risaie contornate da montagne d’arenaria in una valle attraversata da un fiume, da percorrere con lentezza. L’offerta di escursioni in giornata da Hanoi a Tam Coc è vastissima, ma più che fare una toccata e fuga dalla città mi piacerebbe fermarmi da queste parti almeno un paio di notti (visto che si sta sognando, facciamolo per bene!).

Dune di sabbia di Mui Nè

Quando si pensa al Vietnam non è certo il deserto la prima cosa che viene in mente e questo è esattamente il motivo per cui vorrei vedere le dune di Mui Nè. Sono sempre stata attratta da tutto ciò che sembra fuori posto e questa zona non fa eccezione. Pare che qui la sabbia del deserto abbia ben 18 colori: le dune più famose sono quelle di sabbia rossa (Doi Cat) e quelle di sabbia bianca (Bau Trang). Inutile dire che vorrei vederle entrambe!

Huè

Ho dovuto “tagliare” Huè mio malgrado e ci penso ancora oggi. L’antica capitale e la cittadella imperiale lì vicina sono tra le tappe più conosciute in Vietnam: sono convinta che ci sia (più di) un buon motivo. Passare da qui potrebbe essere un’ottima scusa per rimettere piede a Hoi An (e magari farmi fare un altro Ao Dai, che ne dite?).

2 pensieri riguardo “Il mio viaggio in Vietnam: highlights, perplessità e rimpianti”

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