Il germe del viaggio l’ho preso che ero piccola e non sono mai guarita: si è modificato, ma rimane sempre lì, attaccato come una cicca sotto la scarpa.
Il viaggio in giornata, in particolare, è una delle mie fisse: chiamatela gita fuori porta, se preferite, fatto sta che per me ha da sempre il profumo dell’infanzia, è un’abitudine trasmessa dai miei genitori che non ho perso mai.
Ultimamente ho ripreso a scriverne, a pubblicare le foto, ma soprattutto a rileggere il diario di quei giorni: il mio primo ricordo di Delhi ha l’odore della carta bruciata, e quando ho aperto la pagina dove l’ho fermato è stato come se la zaffata mi tornasse indietro di nuovo, me lo ricordavo alla perfezione.
E’ così che a distanza di sei mesi mi sono scoperta a fare il punto sul mio viaggio in India.