parigi dall'aereo cabiria magni

#TornoPerCena, ovvero: l’importanza dei fuochi d’artificio

Il germe del viaggio l’ho preso che ero piccola e non sono mai guarita: si è modificato, ma rimane sempre lì, attaccato come una cicca sotto la scarpa.

parigi dall'aereo cabiria magni

Il viaggio in giornata, in particolare, è una delle mie fisse: chiamatela gita fuori porta, se preferite, fatto sta che per me ha da sempre il profumo dell’infanzia, è un’abitudine trasmessa dai miei genitori che non ho perso mai.

Per come la vedo io, i modi di viaggiare fanno parte della personalità di ogni individuo, della sua crescita, si modificano con lui: la mia gita fuori porta con il tempo ha perso il profumo del Mulino Bianco per accomodarsi in un territorio che assomiglia di più a quella che sono diventata. Una non tanto registrata, a sentire qualcuno. E allora perché non farsela in aereo una gita fuori porta? Solo per dar ragione a quelli lì, s’intende.
Ma la verità è che sono così, che mi piace volare anche se devo tornare per cena, e quando dico tornare per cena non è solo per dire.

in volo sopra il canada cabiria magni

Presente quando da ragazzina sei lì per uscire e tua mamma ti chiede “a che ora torni?” 
Te ne stai ad un passo dalla libertà, convinta di averla fatta franca e invece no: pizzicata all’ultimo secondo, come nel peggiore dei fotofinish.

Allora ti ricomponi dopo l’attimo di sbandamento, e sfoggi tutta la tua nonchalance buttando lì con convinzione un “torno per cena!”
Poi chiudi la porta più in fretta che puoi e voli via senza esitare, o adesso o mai più; nella maggior parte dei casi non sai nemmeno dove stai andando, ma non importa.

Torno per cena è una risposta un po’ arruffata col sapore della libertà quasi rubata; è una libertà che ha una data di scadenza, e proprio per questo te la godi fino all’ultimo istante, senza sprecare nulla.
Ed è proprio lo spirito con cui salgo sull’aereo: mi chiudo la porta alle spalle e volo via leggera. Niente itinerari da seguire, niente di imperdibile da non perdere.

viaggio aereo cabiria magni

Non scelgo la destinazione, decidono costo e orari, io prendo giusto la combinazione migliore.
La mattina poi mi sveglio, esco di casa come se dovessi salire sul tram e mi ritrovo sotto la torre Eiffel o sul ponte Carlo, mi faccio un giro, mangio qualcosa di buono, e la sera dormo nel mio letto.
Quel letto dove lo confesso, anche se ora ho una casa tutta per me, mi infilo sempre di corsa, proprio come quando stavo dai miei e tornavo a casa tardi: meglio sparire in fretta dalla circolazione, che già l’hai combinata.
[Mamma e papà, se state leggendo: ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è del tutto casuale.]

sopra le montagne cabiria magni

Sono giornate che valgono più di 24 ore, dove l’unico piano è quello di non avere un piano.
L’ho fatto con Parigi, con Praga, con Bruxelles, da sola o trascinando una compagnia più o meno ignara dell’impresa: avete presente la faccia? Da morir dal ridere, è una cosa che consiglio a tutti.

Niente ideali impegnati e niente domande esistenziali cui dover trovare una risposta, queste sono cose per i grandi itinerari, per le partenze meditate; roba matura, insomma.
Quando torni per cena, viaggi sull’entusiasmo fine a se stesso, con quella punta di ingenuità che nella vita non è male portarsi sempre appresso, così, pronta per l’uso.

cielo cabiria magni

Ecco perché non la smetterò mai, perché amo i percorsi lunghi e lenti, ma nello stesso tempo vado pazza per i fuochi d’artificio, quelli che è vero, esplodono in un attimo, ma avete presente che colori?

Ogni tanto adoro sparire per un po’ come i fuochi d’artificio, mettere da parte tutto e partire con un solo, unico, grande pensiero: non farmi beccare se faccio troppo tardi, anche adesso che vivo da sola.

[Un grazie speciale alle “twittere” @touristtrade, @scusateiovado, @fede_feiz, @memesullaluna, @scribbi, che mi hanno dato uno spunto su cui riflettere. Rimane aperto un quesito: va bene tornare per cena, ma poi chi cucina?]

19 pensieri su “#TornoPerCena, ovvero: l’importanza dei fuochi d’artificio”

  1. Leggo questo posto proprio pochi giorni dopo aver prenotato il mio volo in giornata per Madrid. Il primo della mia vita, desideravo da tempo farlo. Ma c’è un ma: io sono a Londra, per arrivare all’aeroporto di Stansted ci metto un’ora e mezza di bus. Più il volo. Non proprio un mordi e fuggi. Poi fortunatamente l’aeroporto di Madrid è in città. Come quello di Napoli, la mia città. Ecco, il vero volo in giornata sarebbe davvero così: poter presentarsi all’aeroporto mezz’ora prima del volo proprio come se si stesse prendendo un treno, sia all’andata che al ritorno. Non tutti purtroppo hanno la possibilità di farlo. In più non esiste compagnia, neanche Ryanair, che ti dà il biglietto a poco se lo prendi in giornata o pochi giorni prima. E si perde quella fantomatica spontaneità, perché bisogna giocare d’anticipo. A meno che non si abbiano parecchi soldi fuori dalle tasche, e allora viaggiare ritorna a essere quella cosa per ricchi che ha sempre differenziato le classi. Voi cosa ne pensate?

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    1. Ciao Giuseppe, innanzitutto grazie per il tuo commento!
      “Torno per cena” non funziona per tutte le città perchè è condizionato dalla logistica: Londra è proprio una delle destinazioni che ho scartato per questo motivo, perchè in 24 ore non ne vale la pena (personalmente ci sono stata, ma ci sono rimasta una settimana).
      I biglietti che costano poco li trovi o se li prendi in anticipo, come dici giustamente tu, o se scegli destinazioni “fuori stagione”, oppure se incappi nel cosiddetto errore di prezzo, ma anche se prenoti in orari strani: mai visto come cambiano i prezzi se li guardi alle 11 del mattino piuttosto che alle 11 di sera?
      Viaggiare costa, su questo non ci piove, ma non costa sempre tanto, basta avere il tempo e la voglia di stare a cercare, o alle volte basta avere un po’ di fortuna, e magari riesci a partire anche all’ultimo minuto!
      Buon viaggio per Madrid, lì è comodissimo, hai ragione 🙂

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  2. Condivido tutto tutto tutto. Ora le fughe sono più difficili ma una volta erano la normalità … Peró io in treno e tornavo per colazione. Ho sempre amato viaggiare sui treni di notte, quelli europei si intende, e fare la fuga da 36 ore… Meraviglia!!!

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  3. Ma sono io a ringraziare te! Con questo post hai saputo interpretare esattamente l’emozione da mal di pancia che mi viene la mattina quando so di partire, godermela fino in fondo e tornare entro notte. Perchè se possibile, io, torno dopo cena 😉
    Una giornata tutta per me, in libertà, altrove, in una città che arrivo ad amare come fosse la mia, perchè in quel momento non sono turista ma vado a vivermi la città per un giorno. E le compagnie lowcost che mi consentono tutto questo le vorrei ringraziare da anni, per la possibilità che mi danno di catapultarmi in una capitale europea qualunque in poche e per poche ore. Quanto basta per sentirmi cool, modern, international. ADORO!

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    1. Sìsì, è proprio quello, non ti serve la guida, tanto non hai tempo di vedere nulla, hai “solo” tempo di goderti la città 🙂
      Se torni dopo cena risolvi anche il problema di chi cucina: è da pensare 😛

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