Prima di un viaggio

Sulla lentezza (e su altre cose)

Questo è uno di quei classici post che non servono a niente, se non a fare un po’ il punto su dove sono e su dove sto andando: negli ultimi mesi sono cambiate tante cose.
Ho scritto un libro, ma soprattutto me l’hanno pubblicato: l’ho fatto per dare un posto migliore ai ricordi più belli, se lo meritavano.
Ho viaggiato di meno con gli aerei e di più con la fantasia, e questa cosa non è stata casuale, anzi.

Perché Bali per me è diventata così speciale da sentire il bisogno di fare qualcosa in più?

Sicuramente perché quel viaggio in solitaria del 2012 per me è stato un nuovo inizio, e questo è senza dubbio il motivo principale, ma se voglio essere sincera devo ammettere che c’è anche dell’altro, me ne sono resa conto negli ultimi cinque mesi.
I viaggi a Bali sono stati progettati, sognati a occhi aperti, voluti fortemente. Conquistati. Strappati a una quotidianità che prima correva in un’altra direzione.
Per Bali sono partita ben prima di partire e non sono tornata mai, ecco perché per me è così speciale. Con tanti altri posti non è stato così, non ultimamente almeno.

Mi sono tornate in mente le parole che Susanna, un’amica molto saggia, mi aveva detto ormai tempo fa e che avevo lasciato lì in un cassetto chiuso: “ma come fate a goderveli tutti questi viaggi?”
Si riferiva al fatto che con Raffaele negli ultimi due anni siamo partiti più o meno una volta al mese, spesso seguendo itinerari un po’ azzardati. Viaggiare così tanto mi aveva un po’ saturato, privandomi di alcune cose molto importanti: entusiasmo, piacere della ricerca, stupore.
Andare in aeroporto era diventata una specie di routine un po’ noiosa, e il tempo per prepararsi davvero ad una meta non bastava mai, perché c’era già altro cui pensare.
Tutto troppo veloce, così ho messo un freno.
Ho messo un freno perché le passioni, esattamente come i luoghi che decidiamo di scoprire, non si devono maltrattare, vanno maneggiate con cura. Ho centellinato le uscite scegliendole con attenzione, ma soprattutto ho scelto di stare a casa, in una quotidianità che adesso è tutta nuova e corre nella mia stessa direzione. E’ bellissima.

Ho (abbiamo) scelto una meta avvincente per questa estate e mi ci sto dedicando proprio “come ai bei vecchi tempi”, diventando quasi scema per stare appresso a tutti gli spunti che trovo. Un po’ sono già partita, in tutti i sensi.
Sto segnando i posti sulla mappa in base al lampo di un momento, a una fotografia che mi fa brillare gli occhi, a un ricordo un po’ infantile: sarà un itinerario onirico, mi piace pensarlo così.
Ho detto a poche persone dove trascorro le ore dedicate alla fantasia, perché mi ci sto divertendo così tanto che ho paura che il giochino svanisca (è una sensazione che ha descritto un po’ anche Paola in questo pezzo: effettivamente ci accomuna qualcosa di più di una sana dose di follia).

E poi ne sto combinando un’altra delle mie, ormai si è capito, è un po’ come coi bambini: quando ti accorgi che non li senti, ti hanno già fregato. E’ che stavolta non sarò da sola, quindi il danno potrebbe essere maggiore del solito.

Ma adesso lasciamo stare questi discorsi e pensiamo ai viaggi, a quelli con gli itinerari onirici, che cominciano con una manciata di appunti sgangherati e una scintilla improvvisa.
Quelli che cominciano e che non finiscono mai.

Vado a pasticciare la mappa.

13 pensieri su “Sulla lentezza (e su altre cose)”

  1. “Viaggiare così tanto mi aveva un po’ saturato, privandomi di alcune cose molto importanti: entusiasmo, piacere della ricerca, stupore.”
    “Tutto troppo veloce, così ho messo un freno.
    Ho messo un freno perché le passioni, esattamente come i luoghi che decidiamo di scoprire, non si devono maltrattare, vanno maneggiate con cura.”
    Mi basta così.
    Io stavo per uccidere la passione per la fotografia e per l’Arte a furia di lavorarci sopra, ed allora ho smesso di “camparci” ed ora li frequento quando mi pare, e mi sollazzano anche solo in pensiero.
    Correre, correre, correre… per fare cosa?
    Per essere sempre e comunque un infinitesimo granello infinitesimale di un agglomerato chiamato Universo?
    Siate felici!

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  2. Anche a noi, ad un certo punto, è successo. Una meta dopo l’altra, quasi senza respiro, per poi capire che sì, era tutto fantastico ma eravamo quasi arrivati ad essere stomacati. Ci ha pensato il destino a darci una calmata. Tre mesi di stop forzato dopo una caduta in montagna che ha compromesso un muscolo a mio marito in modo piuttosto serio. Domani si riparte per la prima volta. Finalmente. Con uno spirito nuovo, un po’ rinnovato ed un po’ più consapevole che le cose belle vanno centellinate. E quindi si riparte alla stragrande ma molto lentamente. Anche perché il muscolo chiede ancora un po’ di pazienza. Bellissimo post Cabira. Come sempre. Ma tu questo lo sai!

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    1. Il destino in una maniera o nell’altra si impiccia sempre!
      Allora buona ripartenza a voi, e in bocca al lupo per il muscolo 🙂
      Grazie per essere passata di qui prima di un nuovo viaggio 🙂

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  3. Grande come sempre! Io so che mi creerò qualche antipatia nel dirlo, ma personalmente faccio fatica a comprendere il mestiere di travel blogger. Massimo rispetto per chi lo fa, ma essere sempre in partenza PER DOVERE a mio avviso toglie quell’aura magica che circonda ogni viaggio. Per ragioni diverse ho dovuto mettere lo zaino a cuccia per qualche tempo, ma sto già puntando le prossime mete e so che quando le conquisterò sarà una gioia selvaggia proprio perché del tutto avulse dalla quotidianità (ostia, mi sono mantenuto serio per più di un minuto …)

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    1. Attiriamoci le antipatie in due allora, perchè anche io faccio la tua stessa fatica, ed è per questo che nella vita ho deciso di seguire altre strade, senza rimpianti 🙂
      La prossima volta che metterai lo zaino in spalla sarà meraviglioso, per forza! Intanto goditi l’entusiasmo che precede la partenza (e questo minuto abbondante di serietà :P)

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  4. Sarà un post “che non serve a niente” ma è bellissimo. Mi ritrovo molto nelle tue parole e spesso la velocità nel voler fare le cose, troppe cose, ci fa perdere il senso di ciò che stiamo vivendo.
    Ora però sono curiosissima di sapere la prossima meta e la novità che hai in serbo😁

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    1. Ti ringrazio 🙂
      La pensiamo allo stesso modo allora!
      Per scoprire la novità non ci vorrà molto, diciamo all’incirca una settimana, per la nuova meta invece un pochino di più, ma una cosa alla volta. Se corriamo, non ci godiamo tutto quanto 😉
      Un abbraccio!

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  5. Quanto mi ritrovo in questo post!!!
    io che con la testa sono sempre in viaggio, le mappe del mio Google Earth che uso per lavoro sono piene di pin dei miei viaggi (speriamo non se ne accorgano in ufficio!), cerco ispirazione nei posti più strani per cercare di uscire dai tour convenzionali.. la Lonely planet parte da casa che ha già vissuto mille battaglie.. per me questo è già parte del viaggio. Ho la testa talmente tra le nuvole che riesco a sbagliare strada due volte andando in palestra (8km?), a farmi spedire la guida sbagliando indirizzo e dovendo poi farmi un’ora di strada in macchina per recuperarla!
    Io sono già partita.. ma la partenza ufficiale è tra meno di un mese. Non riuscirei a rinunciare a questi momenti, scegliere un tour organizzato mi toglierebbe quasi tutto il divertimento!

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