Ci eravamo salutati alla frontiera con una gran voglia di arrivare: vediamo cosa ci riserva la Thailandia, quindi.
Il minivan sfreccia sulla strada ormai asfaltata dello stato del Siam: oltre che aver cambiato paese pare di aver cambiato epoca; le nostre francesi se la fanno sotto per la guida fin troppo disinibita (mettiamola così) di un Caronte in versione orientale e io mi chiedo: ma quelle lì in Cambogia chi le portava in giro?
Mah.
In attesa del mio volo per l’Europa mi ritrovo ancora alle prese coi sensi e direte: che menata questa qui!
Eh, non avete tutti i torti.
Il fatto è che stavo cercando un modo intelligente di spendere gli ultimi baht (e l’ho trovato: dried mango, sfido chiunque a far di meglio), così sono rimasta invischiata negli assaggi del duty free: rice crackers come se piovesse.
Di ogni gusto, li ho provati tutti e che lo dico a fare, ma quando sono arrivata all’ultima manciata (è sempre così, è l’ultima quella che frega) mi è venuto istintivo chiudere gli occhi: l’avevo già sentito quel sapore lì.