Boston, Acorn Street, Cabiria Magni USA

Il mio viaggio negli Stati Uniti: itinerario di due settimane e considerazioni

Fino a poco tempo fa avrei scritto questo post sul volo del ritorno, o forse addirittura prima di andare in aeroporto per il rientro, come mi è successo ad esempio per Guatemala e Messico. Stavolta sul volo del ritorno ho preferito dormire, approfittando delle ore di sonno di Diego, il nostro piccolo viaggiatore alle prese con il suo primo viaggio intercontinentale.

Quello sulla costa orientale degli Stati Uniti non era uno dei viaggi in cima alla mia lista dei desideri, anzi. A essere sincera probabilmente avrei continuato a snobbare questa parte di mondo ancora per un po’ se le circostanze, fortunatamente, non mi avessero portata qui.
Dico fortunatamente perchè quello che ho appena fatto è stato uno dei viaggi più vari di sempre, alla scoperta di luoghi che in alcuni casi mi hanno, senza esagerare, incantata.
Ne parlerò nel dettaglio, oggi inizio giusto con lo “scheletro”.

ITINERARIO DI DUE SETTIMANE (IN PILLOLE)

Giorno 1 – South Boston

Siamo arrivati a Boston nel pomeriggio, tempo di ritirare la macchina e di andare all’appartamento (che abbiamo prenotato in South Boston) ed era ora di cena. Abbiamo cenato a South Boston da Certified Meatball Company, a base di polpette: se come me siete amanti del genere, consigliatissimo!

Giorno 2 – Boston
Boston, Acorn Street, Cabiria Magni USA
Boston, Acorn Street

Itinerario alla scoperta della Boston “classica”: Beacon Hill e Acorn Street, Freedom Trail, Boston Common, Public Gardens, Financial District e Chinatown.

Giorno 3 – da Cambridge a Falmouth (Cape Cod)

La giornata è iniziata a Cambridge, al campus di Harvard. In tarda mattinata ci siamo spostati a Plymouth, il punto di approdo della Mayflower; dopo pranzo siamo partiti per Cape Cod, per la precisione per Falmouth, dove abbiamo pernottato, facendo però prima una tappa a Sandwich.

Giorno 4 – Cape Cod
Tramonto a Brewster, Cape Cod, Cabiria Magni, Massachussets
Tramonto a Brewster, Cape Cod

Giornata alla scoperta della penisola di Cape Cod. La prima tappa è stata per Chatam, dove abbiamo visto il faro e la spiaggia, poi siamo saliti verso nord e siamo arrivati a Provincetown verso le 17. Sulla via del rientro ci siamo fermati a vedere il tramonto a Brewster.

Giorno 5 – Newport e New Haven

Mattina a Newport, dopo pranzo ci siamo spostati a New Haven per vedere il campus di Yale: è praticamente una città, bellissimo! E bellissima la biblioteca, che sembra una cattedrale.
Visti i prezzi degli alloggi a New Haven abbiamo deciso di dormire a Fairfield, comodo perchè sulla strada per Philadelphia, la tappa successiva.

Giorno 6 – South Philadelphia
Magic Gardens, Philadelphia, Cabiria Magni, USA
Magic Gardens, Philadelphia

Siamo arrivati in città nel primo pomeriggio: col traffico attorno a New York ci abbiamo messo più del previsto, ma poco male perchè pioveva. Abbiamo raggiunto il nostro appartamento a South Philadelphia, una zona che si è rivelata bellissima: confesso che pensavo di vedere solo i Magic Gardens da queste parti e invece ho scoperto tutto un quartiere che merita di essere visitato con calma.
Per cena (ovviamente a base di cheesesteak) tappa obbligata da Jim’s Steaks a South Street.

Giorno 7 – Philadelphia

Giornata alla scoperta della Philadelphia istituzionale, con mattinata dedicata a Liberty Bell, Independence Hall, Elfreth’s Alley e alla casa di Betsy Ross, dov’è stata cucita la prima bandiera a stelle (in cerchio!) e strisce.
Dopo un pranzo al Reading Terminal Market (dove abbiamo scoperto che era il pretzel day, quindi ci siamo adeguati) ci siamo diretti prima verso il City Hall e poi verso il Philadelphia Museum of Art, non per vederne le collezioni, ma per salire la scalinata di Rocky, da bravi imbruttiti (non abbiamo fato la foto con la statua però. Lo dico a nostra discolpa).

Giorno 8 – Washington, Georgetown
Washington DC, Georgetown, Cabiria Magni, USA
Washington DC, Georgetown

Abbiamo raggiunto Washington e iniziato la sua visita da Georgetown, un quartiere dalle casette basse e dai negozi super chic. Qui ha vissuto Kennedy prima di diventare presidente e ha proposto a Jackie di sposarlo. Qui c’è la Georgetown University e il giorno in cui l’abbiamo visitata era l’ultimo giorno di lezione: vi risparmio i racconti del delirio studentesco (almeno per ora)!

Giorno 9 – Washington

Giornata dedicata alla Washington istituzionale, quella del Mall con i memoriali e della Casa Bianca, che immaginavo più grande; è stata la giornata in cui abbiamo camminato di più (il mio cellulare dice circa 22.000 passi).
Abbiamo cenato in un diner scovato su Yelp (che in questo viaggio è stato molto utile) e che consiglio, il Ted’s Bulletin; ai bambini regalano fogli con disegni da colorare e pastelli a cera, anche se i bambini in questione hanno dieci mesi e quei pastelli preferirebbero usarli in altro modo. Le mamme (ok, ok: io) però apprezzano.

Giorno 10 – Skyline Drive e Blueridge Parkway
Skyline Drive, panorama, Cabiria Magni, USA
Skyline Drive, panorama

Giornata on the road, da Washington siamo scesi verso il North Carolina lungo i monti Appalachi, fermandoci di tanto in tanto a scattare foto del paesaggio e a congelarci un po’ con l’aria frizzantina.
Tappa a Lynchburg per la notte, non tanto perchè avevamo in programma di vedere qualcosa, ma perchè era di strada ed era comodo spezzare il nostro viaggio per Chapel Hill proprio lì (grazie Simona per il consiglio!).

Giorno 11 e 12 – Chapel Hill
UNC, Chapel Hill, Cabiria Magni, USA
UNC, Chapel Hill

Chapel Hill è una bellissima cittadina universitaria immersa nel verde che ospita la UNC, l’Università del North Carolina, famosa tra gli amanti del basket perchè qui ha giocato Michael Jordan.
Chapel Hill non compare nei cosiddetti “itinerari di viaggio classici”, infatti i motivi che ci hanno spinti a raggiungerla sono squisitamente familiari; dopo aver passato però due giorni tra campus (anche questo grandissimo, oltre che verdissimo), stadio, case delle confraternite e centro cittadino (molto vivace!) non posso che consigliarla a chiunque desideri un assaggio di “America vera”, quella di tutti i giorni, fuori dalle rotte del turismo tradizionale. Merita.
Ah, da queste parti vanno anche forte col barbecue: motivo in più per fermarsi!

Giorno 13 e 14 – Miami
South Beach, Miami, Cabiria Magni, USA
South Beach, Miami

Siamo partiti da Raleigh con un volo che ci ha lasciati nel primo pomeriggio a Miami. Avendo poco tempo per scoprire la città e tanta voglia di rilassarci abbiamo deciso che quelli in Florida sarebbero stati giorni molto lenti, quindi abbiamo rimandato tutti i “da vedere” al prossimo viaggio. Abbiamo trascorso il giorno e mezzo che avevamo a disposizione a Miami Beach, dove ci siamo dedicati all’Art Deco district di Ocean Drive e alla spiaggia. Unica eccezione per Little Havana, dove abbiamo cenato la seconda sera all’Old’s Havana Cuban Bar & Cocina, che fa un mojito molto buono!

Giorno 15 – rientro

Dopo una colazione da Starbucks e qualche passo su Lincoln Road siamo andati in aeroporto dove ci aspettava un volo per Francoforte prima e Linate poi.

IN VIAGGIO CON UN BIMBO DI DIECI MESI

Philadelphia Museum of Art, Cabiria Magni, USA
Philadelphia, in cima alla scalinata di Rocky!

Quando ho detto che sarei partita per gli Stati Uniti con un bimbo di quasi dieci mesi, diverse persone mi hanno chiesto come avrei fatto.
Sono mamma da poco e ho tanti dubbi, ma anche qualche certezza e una di queste è che se un genitore è tranquillo (e felice) allora anche il figlio sarà tranquillo (e felice). Come per tutte le cose, ma questo l’ho già detto, credo che l’importante sia non trascendere la propria natura, ma assecondarla, facendo quello che fa stare meglio noi e di conseguenza anche le persone che abbiamo accanto. Bambini inclusi.

Detto ciò, se mi chiedete com’è andata vi dirò senza esitare benissimo, ma vi dirò anche che non è stato un viaggio riposante né per noi né per Diego e che così come l’ho fatto io non lo consiglio a chiunque abbia un figlio della stessa età del mio. Come sempre, dipende dai casi e dalle persone.
Cambiare appartamento ogni due giorni e stare in macchina diverse ore non è per tutti i bambini (e nemmeno per tutti gli adulti): ci sono quelli che la vivono come una tortura e quelli che la vivono relativamente bene. Ogni genitore conosce suo figlio e nessuno meglio di lui può fare questo tipo di valutazione; nel nostro caso, abbiamo ritenuto che Diego potesse reggere (ovviamente ci siamo adeguati ai suoi ritmi e non gli abbiamo imposto i nostri) e siamo partiti: a posteriori posso dire che effettivamente non ci siamo sbagliati.

Fuso Orario

La differenza tra Italia e costa orientale degli Stati Uniti è di sei ore e Diego ha assorbito il fuso come tutti noi: nel giro di due giorni si è adattato al nuovo orario, benché con sveglie più mattiniere di quelle cui è abituato a casa, ma poco male.
Al ritorno ha fatto un po’ di fatica in più e ci ha messo circa quattro giorni a tornare all’orario europeo, ma sempre senza grossi traumi (il trauma l’abbiamo avuto più noi, che dovevamo andare al lavoro!). Personalmente, la reputo una cosa normale: anche io assorbo il fuso in maniera diversa se viaggio verso Ovest o verso Est, capita anche a voi?
In ogni caso, l’adattamento al fuso orario non è una passeggiata per un bambino, motivo per cui ci siamo ripromessi di non riproporglielo tra due mesi per le vacanze estive, perchè ci sembra troppo presto.

Voli
In viaggio per gli Stati Uniti, Cabiria Magni
In viaggio per gli Stati Uniti

Prima di partire per gli Stati Uniti, con i voli corti non avevamo avuto nessun tipo di problema e la situazione si è riproposta anche col volo lungo; sia per l’andata su Boston che per il ritorno da Miami abbiamo usato la culla ed è andata benissimo perchè Diego l’ha sfruttata per dormire.
Le modalità per richiedere la culla variano da compagnia a compagnia; con Lufthansa la culla in sé non costa niente, a patto ovviamente di sedersi nei posti in corrispondenza dei divisori dell’aereo e se volete avere la certezza dei posti, li dovete acquistare (quindi alla fine pagate quelli, 25€ a tratta nel nostro caso: soldi spesi benissimo).
Le culle sono adatte a bambini fino a 80cm di lunghezza, dopo diventano un po’ piccole, anche se non vengono negate (eravamo accanto a una bimba ben più alta, che ha dormito accartocciata, ma ha dormito).
Per finire, se potete, per i viaggi lunghi scegliete voli con partenze nel tardo pomeriggio o la sera: se vostro figlio è un bambino che dorme, il vostro viaggio sarà una passeggiata (se non dorme mai invece avete tutta la mia solidarietà e stima, che siate in volo o a casa).

Alimentazione
Free fruit for kids
Succede nei supermercati 🙂

Per la prima volta in vita mia sono partita con un frullatore nello zaino (ovviamente senza dirlo a Raffaele, che l’ha scoperto a Boston). Non ridete, è vero.
Diego mangia ancora principalmente le pappe e, visto che gli omogeneizzati non lo fanno impazzire, non volevo fargli fare sacrifici per due settimane, quindi quando ho potuto ho cucinato io.
Oltre al frullatore ho messo nello zaino un contenitore termico per la pappa, che la tiene calda 5/6 ore: la mattina la scaldavo molto in modo che a pranzo fosse della temperatura giusta, il che ci ha permesso di non aver nessun tipo di vincolo durante la giornata (leggi anima pia dotata di microonde e/o cose simili). Morale della favola, Diego si è fatto dei pic-nic ovunque e sembra che la cosa gli sia proprio piaciuta.
Se state pensando “che sbattimento!” è vero, ma da brava mamma italiana (benchè brianzola) l’ho sempre fatto volentieri.
In ogni caso immaginerete benissimo come negli USA la scelta di pappe pronte sia variegata: ne abbiamo provata qualcuna (quando non c’era la possibilità di tornare a casa prima di cena) e non è andata male! Gli assaggi dai nostri piatti hanno fatto il resto.
Se vostro figlio è uno di quei bambini che mangerebbero anche i sassi, partite tranquilli perchè c’è sempre un supermercato o una farmacia che vende il cosiddetto “baby food”.
Con frutta e latte invece è facilissimo, non c’è bisogno di scrivere niente.

LIBRI

Libri USA Cabiria Magni

Quando parto, oltre alle guide di viaggio mi piace leggere altro e gli Stati Uniti non ha fatto eccezione. Mi sono fatta consigliare dei titoli e giro il consiglio a voi perchè sono libri che mi hanno resa più consapevole di tante situazioni e dinamiche che non conoscevo o che conoscevo da un altro punto di vista. Ne sono rimasta così affascinata che adesso sto approfondendo: i viaggi servono anche a questo, no?

“Miami”, Joan Didion

“Miami è il ritratto della città in cui Castro ha trovato i soldi per sconfiggere Batista e dove due generazioni di suoi nemici hanno trovato le armi per combatterlo; la città in cui l’operato degli esuli cubani si incrocia con il cinismo della politica estera degli USA.”
Il reportage dell’autrice risale al 1987 ed è stato pubblicato in Italia solo pochi anni fa, ma rappresenta comunque un interessante documento storico per capire (almeno in parte) ciò che scorre sotto la pelle di una grande metropoli unica nel suo genere.

“Storia del popolo americano”, Howard Zinn

Howard Zinn è il più importante storico radicale statunitense e il titolo del suo libro dice già moltissimo: storia del POPOLO americano. Si tratta della storia vista con gli occhi delle minoranze, dal 1492 a oggi: gli indiani, gli schiavi, gli operai, le donne, le persone di colore. E’ molto interessante perchè diverso dalla storia “ufficiale” che viene insegnata sui banchi di scuola e veicolata dai media ed è diverso dalla cosiddetta “propaganda”. E’ un libro che apre gli occhi e fa rivalutare tante figure note.

MEZZI DI TRASPORTO

Le strade di Georgetown, Washington DC, Cabiria Magni, USA
Le strade di Georgetown, Washington DC

Volo interno a parte, ci siamo sempre spostati con l’auto che abbiamo preso a noleggio all’aeroporto di Boston e riconsegnato a quello di Raleigh: una Dodge Gran Caravan enorme (per i miei standard), che si è rivelata comodissima.
Noi abbiamo noleggiato il seggiolino per Diego contestualmente all’auto, ma se siete più comodi potete portarvi il vostro da casa (in genere i neonati possono imbarcare in stiva gratuitamente due pezzi, il passeggino e il seggiolino appunto, quindi non costa niente in più).
Nelle città abbiamo sfruttato i mezzi pubblici e abbiamo camminato molto.
Per chi viaggia senza bambini sono validissime anche le opzioni Uber e Lyft, molto più economiche dei taxi. Dico “per chi viaggia senza bambini” perchè purtroppo l’offerta di auto con seggiolino è molto limitata e in ogni caso disponibile solo nelle grandi città, con tempi di attesa a volte non indifferenti. Negli spostamenti da/per l’aeroporto potreste anche pensare di usare il vostro seggiolino, ma in tutti gli altri casi non è molto comodo.

Questo come dicevo è lo scheletro, per iniziare. Coi prossimi post approfondirò le varie tappe: se c’è qualcosa che vi interessa particolarmente fate un fischio!

1 commento su “Il mio viaggio negli Stati Uniti: itinerario di due settimane e considerazioni”

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