San Pedro la Laguna, Guatemala

San Pedro la Laguna: del lago Atitlan e di vulcani

Sono arrivata a San Pedro la Laguna da Antigua, a bordo di un minivan pieno di scappati di casa come me; la prima parte del viaggio è filata via su una strada liscia, la seconda invece è stata un po’ più tortuosa, e allo stesso tempo spettacolare: il lago Atitlan occupa una caldera, risultato di un’eruzione di 84.000 anni fa, ed è circondato da tre vulcani, Atitlan, San Pedro e Toliman; per raggiungere le sue rive, dalla strada principale bisogna scendere di qualche centinaio di metri: dietro ogni tornante si nasconde una meraviglia, a patto di non esagerare con patatine e birra a colazione come quel tizio che stava con noi, che a giudicare dall’espressione, dietro i tornanti vedeva ben altro.

Scorcio del lago Atitlan dal vulcano San Pedro. Cabiria Magni, Guatemala

Su consiglio di un caro amico abbiamo scansato Panajachel, il centro più grosso della zona, per dormire a San Pedro la Laguna, due le motivazioni: schivare il tipico marasma del paesone-da-ultima-frontiera e salire sul vulcano San Pedro, che da San Pedro la Laguna si raggiunge più comodamente, perchè non c’è il lago da attraversare (variabile questa che può fare una certa differenza alle cinque del mattino).

San Pedro la Laguna, Guatemala

Vulcani e risaie mi affascinano da sempre, senza rimedio, ecco perchè in ogni viaggio che faccio cerco di infilare un trekking per andare a scoprire queste meraviglie da vicino (credo si sia capito che il fattore naturalistico ha un gran peso nella scelta delle mie mete): il vulcano Taal nelle Filippine, le risaie di Jatiluwih a Bali, quelle di Batad ancora nelle Filippine o quelle di Sapa in Vietnam sono solo alcuni esempi, ma mi fermo qui perchè sto esagerando coi link e non vorrei diventare molesta.
Nel prossimo viaggio, se tutto va bene (momento di scaramanzia) non mi smentirò, ma non spoileriamo.

San Pedro la Laguna, dicevamo.
Che alla fine non si è poi mostrato così innocente come lo avevo immaginato nei miei sogni a occhi aperti. San Pedro la Laguna che si è rivelato un piccolo paradiso del freak, a tratti costruito più o meno abilmente, che però ha saputo conservare alcune zone franche, non so dirvi se in maniera intenzionale o meno.
San Pedro la Laguna che in ogni caso consiglierei, con le sue bancarelle piene di cianfrusaglie inutili e i localini bellamente arrabattati su un lungolago che purtroppo non esiste, spartito tra le attività commerciali di vario tipo come nella miglior partita di Risiko, e irrimediabilmente sottratto a quel cazzeggio un po’ libero e anche un po’ romantico che non dispiace a nessuno.
Ecco, se andate a San Pedro non aspettatevi di fare una passeggiata sulla riva, magari al tramonto, come l’inguaribile ingenua che scrive. Cercate altro, le alternative non mancano.

San Pedro la Laguna, Guatemala

Se andate a San Pedro, salite sul vulcano, e se lo farete sono pronta a scommettere che quella giornata diventerà una delle più belle del vostro viaggio. Partite presto, prima dell’alba, perchè col caldo l’ascesa può diventare terribile, e godetevi il colore del cielo che cambia man mano che provate ad avvicinarvici: le stelle si spengono e lasciano il posto a una volta rosata che si specchia nel lago, inondando dei suoi riflessi tutta la vallata lì attorno. E’ bellissimo, così bello che se tra gli alberi dovesse spuntare il castello della Bella Addormentata non ci si troverebbe nulla di strano.

Salire sul vulcano San Pedro, Guatemala
La salita è abbastanza impegnativa , per arrivare in cima non c’è un attimo di tregua (se siete alla ricerca di un vulcano più “tranquillo”, il Pacaya potrebbe fare al caso vostro, magari in giornata da Antigua); il sentiero si srotola inesorabile tra le piantagioni di caffè che a dicembre punteggiavano di rosso il pendio: “quando le bacche sono rosse, sono pronte per essere raccolte” mi pare ancora di sentire Bartolomeu, la nostra guida.
A poco a poco il caffè cede il passo alla foresta con il suo respiro umido e pesante, e l’atmosfera cambia: il vulcano diventa una faccenda seria, abbandona il vestitino colorato e sfoggia la sua imponenza, fino alla fine.

Salire sul vulcano San Pedro, bacche di caffè

Alla fine dove quando si arriva ci si arrampica su un ultimo cumulo di rocce, per poter essere certi che più su di così davvero non si può andare. Alla fine dove si guarda in basso e ci si rende conto che è proprio vero che “il modo migliore per cercare di capire il mondo è vederlo dal maggior numero possibile di angolazioni” [Ari Kiev].
Se l’angolazione è quella della cima di un vulcano, poi, ancora meglio.

4 pensieri su “San Pedro la Laguna: del lago Atitlan e di vulcani”

  1. Bellissimo!!!! Non vedo l’ora di essere su quel lago perché tutti dicono sia meraviglioso:) e tu con la mente mi ha già trasportata la!!! Io farò tappa a Pana per comodità anche se in effetti gli altri paesini saranno molto più belli… Farò due valutazioni, magari cambio idea😁
    Grazie per aver scritto ancora del Guatemala!! Un bacione
    Anouchka

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